Le polemiche sui “tesseramenti pazzi” alla vigilia dei congressi Pd non hanno risparmiato neppure Bari. Ieri sera la Commissione provinciale di garanzia ha bloccato il tesseramento al partito in seguito ad un ricorso presentato pochi giorni fa da Adalisa Campanelli, uno dei tre candidati. La denuncia parlava di una serie di anomalie riscontrate nelle ultime settimane su quello che sembra un vero e proprio boom di iscritti apparentemente inspiegabile. Troppo spropositati gli aumenti che vengono rilevati in diversi circoli dell’hinterland del capoluogo pugliese oltre che in diversi quartieri dello stesso. Il sospetto che il regolare svolgimento delle consultazioni del prossimo 3 novembre venga alterato da questi strani movimenti è altissimo.

“Nei giorni scorsi – spiega la Campanelli al fattoquotidiano.it – è stata diramata una circolare dalla commissione nazionale, in cui viene fissato al 30 per cento l’aumento di iscritti ritenuto regolare, confrontato con i dati degli scorsi due anni. Abbiamo allegato al ricorso un prospetto dal quale risulta che nella maggior parte dei circoli l’aumento non rispetta tale parametro. In alcune sezioni, si arriva addirittura ad una forbice del 100 per cento”. E la decisione del partito di permettere il tesseramento fino a poche ore prima dell’apertura delle urne non aiuta di certo a fermare l’onda anomala, motivo per cui “sarebbe stato meglio bloccare già da tempo la campagna di iscrizioni”.

Quello della Campanelli non è l’unico ricorso presentato all’organo provinciale. Anche il consigliere circoscrizionale Antonio Bozzo ha segnalato alla Commissione una serie di irregolarità. Tra le quali il fatto che in 5 circoli di Bari – come si legge nel documento – non essendoci una sede fisica, non risulta chiara la modalità di svolgimento del tesseramento e nonostante in tutte le sezioni gli iscritti continuino a crescere, non si conoscono luoghi e orari per il ritiro delle tessere. Numeri impazziti insomma. Come quelli del quartiere San Paolo, dove gli iscritti passano da 19 a 334 (considerando anche le tessere bianche richieste). O Carrassi-San Pasquale, che ha raggiunto le 430 tessere a fronte delle 155 dello scorso anno.

Proprio il rione Carrassi è stato oggetto di particolare attenzione da parte della Commissione riunita ieri sera, in quanto sembra che il numero di tessere consegnate alla sezione sia inferiore ai tesseramenti effettuati, motivo per cui nei prossimi giorni si procederà a una ricognizione anche su tutti gli altri circoli oggetto dei ricorsi. Questa dunque la decisione dell’organo provinciale di garanzia, che ha anche investito della questione la Commissione nazionale e quella regionale. Vito Antonacci, già segretario provinciale e ricandidato in queste primarie, è d’accordo sulla necessità di bloccare il tesseramento. “Un mio rappresentante – dichiara al telefono – ha chiesto il blocco alla commissione. Abbiamo segnalato già da tempo la necessità di fermare le iscrizioni, dopo aver registrato un’impennata in diversi circoli. La commissione verifichi in quali di questi il delta non è conforme alle prescrizioni nazionali e soprattutto controlli che tutti i segretari di sezione abbiano rispettato gli obblighi a loro richiesti”.

Per Michele Emilano, presidente Pd Puglia che sostiene il candidato Ubaldo Pagano, sarebbe meglio “perdere un congresso – si legge in una dichiarazione rilasciata ai giornali e riportata dall’Ansa – piuttosto che vincerlo con delle tessere false o con una raccolta di figurine che non serve a niente, perché un segretario eletto così non conta niente”. Il sindaco di Bari ha proseguito sostenendo che “ se fosse a rischio la regolarità bisognerebbe annullare, come per tutti i casi di congressi dove ci sono irregolarità molto gravi. Non sta però a me stabilirlo”. A contendersi il ruolo di segretario Pd di Terra di Bari saranno in tre. Oltre ad Adalisa Campanelli, che nella sua mozione non si è schierata a favore di nessuno dei candidati al nazionale e che viene sostenuta dall’assessore regionale Guglielmo Minervini e dal deputato europeo Enzo Lavarra, corrono Vito Antonacci, a favore della mozione Cuperlo e Ubaldo Pagano, il quale può contare sull’appoggio di Michele Emiliano e quindi dei renziani.