Eugene F. Fama, Lars Peter Hansen dell’università di Chicago e Robert J. Shiller dell’università di Yale hanno vinto il premio Nobel per l’economia. Lo ha deciso l’accademia di Svezia a Stoccolma. Shiller (nella foto) è considerato tra i principali esperti di finanza borsistica al mondo. L’economista di Yale ha costruito parte della propria fama quando nel marzo del 2000 predisse l’imminente scoppio della bolla speculativa di Wall Street nel libro Esuberanza irrazionale. La Royal Swedish Academy of Sciences ha deciso di premiarli “per le loro analisi empiriche sui prezzi degli asset“. In particolare, si legge nella motivazione, gli studi dei tre economisti hanno analizzato la possibilità di prevedere l’andamento dei prezzi delle attività nel medio termine, da tre a cinque anni.

“Leggete il mio libro”, scherza Shiller con i giornalisti rispondendo a caldo circa l’importanza dei suoi studi e le possibili soluzioni offerte all’attuale crisi economica. “Dopo la crisi finanziaria abbiamo riflettuto sugli errori fatti. Ci sono state molte crisi economiche nel mondo e abbiamo sempre imparato molto da queste” ha aggiunto l’economista americano.

L’assegnazione del Nobel riguarda l’analisi empirica dei prezzi di azioni e bond e la valutazione del rischio. Grazie ai loro studi, Fama, Hansen e Shiller hanno trovato e raffinato il modo per prevedere l’andamento dei prezzi delle azioni di borsa e dei titoli di stato nel medio periodo 3-5 anni, nonostante sia sostanzialmente impossibile fare previsioni sugli stessi nel brevissimo termine, cioè a giorni e settimane. Fama, professore di Finanza alla Booth School of Business dell’Università di Chicago, assieme ai suoi collaboratori a partire dagli anni Sessanta dimostrò “che i prezzi delle azioni sono estremamente difficili da anticipare nel breve termine, e che le nuove informazioni vengono velocemente incorporate” con un profondo impatto sulla ricerca e sulle pratiche di mercato, come nel caso dei fondi indicizzati. Nei primi anni Ottanta, Robert Shiller ha invece scoperto che l’andamento dei prezzi può essere previsto nel medio periodo, nonostante sia impossibile prevedere la loro variazione nel breve periodo. Ha dimostrato che nel lungo termine esiste una tendenza costante a riequilibrare il rapporto fra prezzo di un titolo e dividendo. Sulla base degli studi di Fama, Shiller e altri, Hansen, anch’egli professore alla Chicago Booth, ha sviluppato un modello statistico per testare “le teorie razionali nel dare un prezzo agli asset” e in particolare il fatto che la remunerazione futura è vista dai mercati come “una compensazione per gli asset rischiosi”

Quello assegnato a Fama, Hansen e Shiller e l’ultimo dei sei premi da 1,2 milioni di dollari assegnati dal comitato per il Nobel nel 2013. Il premio non è stato creato, come quelli per medicina, chimica, fisica, letteratura e pace da Alfred Nobel nel 1895, ma dalla Banca centrale di Svezia, che ha lo ha aggiunto nel 1968 per celebrare la scomparsa dello stesso Nobel.