Rosso per la Ventura Spa, che si è vista ritirare la certificazione antimafia. Rosso anche per la Ati Tubosider, condannata per avere organizzato un meccanismo anticoncorrenziale. Giallo per la Cmc di Ravenna, sotto inchiesta per turbativa d’asta. Il sito stampoantimafioso.it ha redatto un elenco delle aziende titolari di appalti e subappalti di Expo 2015. A ogni società è assegnato un colore – verde, giallo o rosso – in base alla gravità dei precedenti giudiziari che annovera.

Il progetto di Stampo Antimafioso, di cui è direttore Nando dalla Chiesa, nasce in seno all’Università Statale di Milano. La testata si propone di “smascherare alcuni luoghi comuni sul fenomeno mafioso, squarciare il velo che ha reso la mafia al nord invisibile per molto tempo sono gli imperativi che guidano le nostre intenzioni”. E in questo senso si muove l’articolo intitolato “Aziende, appalti e subappalti di Expo 2015”: tenere alto il livello di attenzione sulle possibili infiltrazioni della criminalità organizzato in un grande affare come l’esposizione universale che si terrà a Milano.

Tra le aziende appaltatrici, compare la Ventura Spa, che ha ottenuto una concessione di 30 milioni di euro. “Un’informativa interdittiva della prefettura di Milano il 15 gennaio 2013 ha escluso l’azienda messinese dal sito espositivo di Expo 2015 per rischio infiltrazioni mafiose”, si legge nell’articolo. “Sono emerse le frequentazioni con le cosche di Barcellona Pozzo di Gotto per i rapporti segnalati da un collaboratore di giustizia soprattutto a carico di Sebastiano Ventura, 67 anni, fino al 2006 presidente del consiglio d’amministrazione e direttore tecnico della società”. I suoi fratelli sono coinvolti in un’indagine per turbativa d’asta e per questo all’azienda è stato temporaneamente ritirato il certificato antimafia.

Un’altra impresa dagli affari poco limpidi è la Ati Tubosider, del gruppo Gavio. Nel 2012, l’azienda è stata condannata, insieme ad altre sette società, “per aver messo in atto un meccanismo anticoncorrenziale nel mercato delle barriere stradali e autostradali tra il 2003 e il 2007, relative anche a gare pubbliche”: ha dovuto pagare una sanzione di 7 milioni di euro. Non solo. La Tubosider ha versato 110mila ai comitati per l’elezione di Filippo Penati, ex presidente della Provincia di Milano, che vendette il 15% dell’autostrada Milano-Serravalle proprio al gruppo Gavio, un’operazione sulla quale la procura di Monza ha aperto un’inchiesta.