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Chiedeva quasi 700 mila euro di arretrati: l’ex cuoco di Pier Silvio Berlusconi perde anche in Cassazione

La Suprema corte ha respinto il ricorso dello chef Giacomo Canale, che lamentava la struttura del rapporto di lavoro a bordo degli yacht di famiglia e nel castello dell'ad di Mediaset
Chiedeva quasi 700 mila euro di arretrati: l’ex cuoco di Pier Silvio Berlusconi perde anche in Cassazione
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La Corte di Cassazione ha respinto definitivamente il ricorso di Giacomo Canale, ex cuoco di Pier Silvio Berlusconi, che aveva avanzato richieste economiche per oltre 680mila euro, tra straordinari, mancati riposi e presunti danni psicofisici. La Suprema Corte – in un’ordinanza pubblicata il 29 ottobre – ha respinto tutti e cinque i motivi del ricorso, quattro dichiarati inammissibili e uno infondato, confermando la decisione della Corte d’Appello di Genova che aveva già rigettato integralmente le pretese economiche dell’ex dipendente.

Lo chef viareggino, oggi 49enne, sosteneva di aver maturato la somma negli 11 anni di servizio sugli yacht della famiglia Berlusconi e nel castello di Paraggi, dove l’imprenditore vive con la compagna Silvia Toffanin e i figli. Tra gli elementi alla base della decisione, anche le dichiarazioni dello stesso Canale, dalle quali era emerso che, per gran parte del rapporto di lavoro, prestava servizio soltanto quattro giorni alla settimana, dal giovedì alla domenica, mentre nei restanti giorni era presente un’altra cuoca. Un’organizzazione del lavoro ritenuta compatibile con il regolare godimento dei riposi. I giudici hanno inoltre rilevato che la retribuzione comprendeva già un’indennità forfettaria per straordinari e mancati riposi.

Si chiude così una lunga vicenda giudiziaria – iniziata nel 2018 – che ha visto Canale soccombere nel merito delle proprie richieste economiche in tutti i gradi di giudizio, dal Tribunale alla Corte d’Appello fino alla Cassazione. A questi si aggiunge un procedimento per revocazione, anch’esso conclusosi sfavorevolmente per l’ex cuoco. La Cassazione ha inoltre condannato Canale al pagamento delle spese legali, che ammontano a 24.000 euro, oltre a esborsi e accessori di legge. Secondo quanto si apprende, tutte le somme recuperate a titolo di spese legali saranno interamente devolute in beneficenza ad associazioni del territorio di Viareggio, città in cui risiede l’ex cuoco.

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