Duecento anni e la sua musica incanta ancora platee e loggioni, fa inchinare studiosi, esecutori e interpreti, appassiona giovani e meno giovani di tutto il mondo. Giuseppe Verdi, il Maestro, compie duecento anni il 10 ottobre 2013, ma le sue opere e i suoi componimenti sono tutt’altro che memoria, tanto che nel Bicentenario della nascita del grande artista tutti i Paesi del globo fanno a gara per celebrarlo.

“La mia fama non durerà più di 15 o 20 anni dopo la mia morte” aveva confidato una volta Verdi ad alcuni amici, e invece oggi per omaggiare il suo genio senza tempo c’è pronto un calendario di eventi in pompa magna che si snodano da Tirana ad Addis Abeba, da Lima a Dubai, passando per Milano e, naturalmente, per la sua terra natale nel parmense, con la Regione Emilia Romagna che ha dedicato al Bicentenario addirittura il portale www.giuseppeverdi.it per raccogliere tutte le iniziative. Opere, mostre, rappresentazioni, ma anche tour enogastronomici a tema per l’icona della musica per eccellenza che vedranno il culmine il 10 ottobre, giorno del compleanno del Cigno, con eventi in tutti i principali teatri, uno su tutti la Messa da Requiem diretta dal maestro Riccardo Muti con la Chicago Symphony Orchestra.

A Parma le celebrazioni sono cominciate come tutti gli anni a inizio ottobre con il Festival Verdi, che quest’anno ha un sapore tutto speciale legato alla ricorrenza, con un logo nuovo per l’occasione, un ritratto del Maestro realizzato da Renato Guttuso negli anni Sessanta e donato al Teatro Regio dall’Archivio storico Bocchi e da Fabio Carapezza Guttuso. In programma per l’ottobre verdiano ci sono due opere che rappresentano due momenti della vita del Cigno, la giovinezza e la maturità: dopo l’apertura con Simon Boccanegra (1881), sarà la volta de I Masnadieri (1847). Poi i concerti con la Filarmonica della Scala, la Filarmonica Arturo Toscanini e l’Orchestre national de France che concluderà la rassegna con la Messa da Requiem. Ad accompagnare gli appuntamenti musicali ci saranno anche incontri con studiosi, musicologi, scrittori e infine tre mostre, in un viaggio tra fotografie, bozzetti e scenografie del mondo della lirica, per un omaggio a tutto tondo al Maestro. Non da meno sarà Busseto, paese che diede i natali a Verdi nella frazione di Roncole, che porterà in scena il Falstaff nello storico allestimento della Scala che Arturo Toscanini diresse nel 1913 proprio nel teatro parmense. L’anteprima è prevista proprio per il 10 ottobre con iniziative che cominceranno sin dal primo mattino, con l’emissione di francobolli, cori, intitolazioni e incontri nei luoghi verdiani, dalla casa natale al museo nazionale.

Anche al Teatro Regio di Parma il compleanno del Maestro non passerà nel silenzio, ma la musica celebrerà Verdi prima di fronte al monumento di piazzale della Pace, per culminare nel concerto della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio diretti da Francesco Ivan Ciampa.

In Italia però non è tutto oro quel che luccica e mentre si celebra il Maestro, parte del patrimonio legato alla sua vita e alla sua arte rischia di andare perduto. Villa Sant’Agata, la storica dimora nella frazione di Villanova sull’Arda dove il Cigno di Busseto visse dal 1851 insieme a Giuseppina Strepponi, è contesa tra i suoi quattro eredi che dal 2002 hanno innescato una guerra per vie legali. Ma il patrimonio è indivisibile e vincolato dalla Soprintendenza, se non si trova un accordo l’ipotesi più realistica potrebbe essere quella di mettere all’asta tutta la proprietà, che ogni anno richiama migliaia di turisti e melomani da ogni parte d’Italia e dall’estero.

Simile sorte è quella di un’altra casa del Maestro, Palazzo Orlandi a Busseto, dove Verdi trascorse due anni insieme alla Strepponi prima di sposarla in seconde nozze e dove compose Stiffelio, Rigoletto e Luisa Miller. Un tempo era ancora possibile visitarne alcune stanze con cimeli del compositore, ma ora l’abitazione, che ha un valore stimato di oltre un milione, è in stato di abbandono ed è in vendita da quasi otto anni. Finora però dall’Italia nessun acquirente si è fatto avanti, così come non ci sono fondi per farne un museo, e così i proprietari si sono affidati a una società esperta di vendita di immobili di pregio sui mercati della Russia e della Cina. Con il rischio per l’Italia, patria del Maestro celebrato in tutto il mondo, di perdere per sempre uno dei tesori di Giuseppe Verdi proprio nell’anno del suo duecentesimo compleanno.