Lo scontro tra Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica va oltre l’immaginabile. Il leader Pdl non solo è furioso perché pensa che Giorgio Napolitano non abbia fatto nulla per salvarlo dalle sentenze e dalle loro conseguenze politiche, ma arriva ad accusarlo apertamente di aver ordito un complotto per aggravare la sua situazione giudiziaria. Napolitano, sostiene Berlusconi, sarebbe intervenuto sui giudici di Cassazione riuniti per la sentenza civile definitiva sul Lodo Mondadoriquella che ha fissato in 541,2 milioni di euro il risarcimento in favore della Cir di Carlo De Benedetti – “costringendoli” addirittura a riaprire la camera di consiglio”. 

La replica dell’ufficio stampa del Quirinale, arrivata a trasmissione iniziata, è durissima: “Quel che sarebbe stato riferito al Senatore Berlusconi circa le vicende della sentenza sul Lodo Mondadori è semplicemente un’altra delirante invenzione volgarmente diffamatoria nei confronti del capo dello Stato”. Si è poi aggiunta la replica del predidente della Corte di Cassazione Giorgio Santacroce: “Pura fantascienza”, commenta all’Ansa.

 L’audio integrale della telefonata trasmesso a Piazzapulita

La gravissima accusa al presidente della Repubblica arriva dalla viva voce di Silvio Berlusconi, registrata ai microfoni di Piazza Pulita, la trasmissione di Corrado Formigli in onda su La7, che ha reso pubblico l’audio integrale. Berlusconi ha telefonato a un esponente del Pdl mentre quest’ultimo stava concedendo un’intervista al giornalista Antonino Monteleone. E’ lo stesso parlamentare, di cui non è stato ancora diffuso il nome, a mettere in vivavoce la telefonata, ha spiegato Monteleone all’inizio della trasmissione.

“Mi è stato detto che il Capo dello Stato avrebbe telefonato per avere la sentenza prima che venisse pubblicata“, afferma Berlusconi nella telefonata, con un tono esausto e infuriato. “Dopodiché ha ritelefonato da capo, ha fatto ritelefonare da Lupo (Ernesto Lupo, consigliere giuridico del Quirinale ed ex presidente della Cassazione, ndr) al Presidente della Cassazione (Giorgio Santacroce, ndr) che ha chiamato il Presidente di Sezione (Francesco Trifone, ndr) costringendolo a riaprire la camera di consiglio. Cosa che non succede mai! Perché la sentenza era già pronta il 27 di giugno”. Nel seguito della conversazione, che verrà trasmessa intergralmente Piazzapulita, Berlusconi spiega anche quali sono stati secondo lui gli effetti concreti di questo presunto intervento del Quirinale. Effetti che si sarebbero tradotti in un danno ancora maggiore di quanto fissato in precedenza – sempre nella ricostruzione del leder Pdl – dai giudici. In particolare, Berlusconi contesta a Napolitano di aver fatto rincarare il risarcimento dovuto a De Benedetti di circa 200 milioni di euro. “Riaprendo la camera di consiglio”, continua nella telefonata trasmessa integralmente da Piazzapulita, “hanno tolto circa duecento milioni di quelli da cui che De Benedetti doveva avere in meno. E’ una cosa gravissima”:

Il collegio che il 27 giugno ha dato definitivamente torto alla Fininvest sulla “guerra di Segrate” per il controllo della Mondadori era composto dal presidente Francesco Trifone e dai giudici Giacomo Travaglino, che ha svolto la relazione introduttiva, Maria Margherita Chiarini, Angelo Spirito e Maurizio Massera. La Camera di consiglio è durata circa cinque ore. 

Nella telefonata, Berlusconi esordisce lamentando la sua ormai dibattutissima stanchezza: “No guarda, non riesco più a dormire”. X: “Dice che son cinquanta giorni che non dormi eh!”. B: “Cinquantacinque giorni”. X: “Come cavolo fai a reggere?” B: “Mi metto alla scrivania eh niente, non riesco a dormire. Poi vado a letto e rimango con gli occhi sbarrati”. Poi il Cavaliere chiede all’interlocutore se ha la possibilità di verificare come è andata veramente in Cassazione con la sentenza civile sul “lodo De 

La telefonata carpita da Piazzapulita suona come una clamorosa conferma di quanto hanno raccontato i retroscenisti politici nelle ultime settimane. Cioè di un Berlusconi deluso e pieno di livore verso Napolitano, colpevole di non aver “fatto nulla” per salvarlo dai giudici e dalla decadenza dovuta alla condanna definitiva per frode fiscale nel processo sui diritti tv Mediaset. Un incattivimento che certo ha pesato sulla decisione di mettere in crisi il governo Letta. Ora il passo oltre: l’accusa – senza precedenti – al Quirinale di essere intervenuto al di fuori di ogni regola giuridica e istituzionale per dargli una sorta di colpo di grazia. 

“Si apprende da alcune agenzie di stampa che durante la trasmissione Piazzapulita in onda questa sera verrebbe messa in onda una telefonata intercorsa fra il presidente Berlusconi ed altro parlamentare. Se fosse vero si tratterebbe di una gravissima violazione dei principi costituzionali. Ovviamente procederemo in tutte le sede giudiziarie del caso invitando nel contempo i responsabili della trasmissione a non voler utilizzare il materiale palesemente vietato” dichiara Niccolò Ghedini, legale di Silvio Berlusconi.

La risposta di Formigli arriva all’inizio dela trasmissione: “Abbiamo ricevuto forti pressioni per non mandare in onda questa telefonata, ma voi la potrete ascoltare perchè abbiamo agito, e possiamo dimostrarlo, nel pieno rispetto delle regole giornalistiche”.