“Voglio rimarcare che la responsabilità della situazione è del Pdl e che ancora una volta gli interessi personali di Berlusconi prevalgono su quelli del Paese. Quanto avvenuto nei giorni scorsi comporta danni economici e istituzionali rilevanti. E le dimissioni dei ministri producono e produrranno lunedì mattina danni ancora più gravi alle imprese e agli italiani”. Il vice ministro dell’Economia, Stefano Fassina (Pd) ci tiene prima di tutto a sottolineare che il Paese è di fronte al baratro.

Onorevole Fassina, vi aspettavate le dimissioni dei ministri Pdl?
No. Anzi le dichiarazioni del primo pomeriggio di Brunetta andavano in un’altra direzione.

Ora che succede?
Letta deve venire in Parlamento e verificare l’esistenza di una maggioranza in grado di affrontare due emergenze ineludibili: la legge di stabilità, che va fatta entro il 15 ottobre e la riforma della legge elettorale.

Può ottenere la fiducia?
Ritengo che vi siano parlamentari oltre i confini del Pd e di Scelta civica che non si vogliono assumere la responsabilità di portare l’Italia nel caos.

Un Letta bis è possibile?
Sì. E dobbiamo fare di tutto per verificare questa possibilità.

Ma con chi si farebbe un esecutivo del genere?
Non ragiono di formule. So solo che non possiamo andare a elezioni senza la legge di stabilità e la legge elettorale.

Torna di moda anche l’ipotesi di un governo di minoranza? E Letta ci starebbe?
Dipende dal risultato del voto. E ci vorrebbe una minoranza che poi diventa maggioranza per votare la legge di stabilità. E visto che si tratta dell’atto più importante di un esecutivo, allora vorrebbe dire che c’è una maggioranza per il sostegno del governo.

E il governo di scopo?
È una subordinata della subordinata. Io confido nel fatto che Letta otterrà la fiducia. Lo sforzo che dobbiamo fare in queste ore non è un esercizio di fantasia politica, ma rendere consapevole il Paese delle conseguenze che si verrebbero a determinare con l’emergenza che abbiamo di fronte.

Pensa che Berlusconi abbia accelerato perché ha capito di non tenere i suoi, come le dichiarazioni di Cicchitto, che ha espresso disaccordo sulle dimissioni dei ministri, farebbero pensare?
Penso che Berlusconi abbia avvertito di essere isolato nel Paese.

Se le cose finissero adesso però potrebbe rivendicare di aver ottenuto l’abolizione dell’Imu ai danni dell’aumento dell’Iva.
L’abolizione dell’Imu Berlusconi non la ottiene se si va a votare. La seconda rata si paga e anche la terza. E tra l’altro il decreto non è stato ancora convertito. Non si è discusso del decreto per bloccare l’aumento dell’Iva perché Berlusconi a causa dei suoi problemi personali ha accelerato la crisi mercoledì con l’annuncio delle dimissioni di massa dei parlamentari.

E l’ipotesi di elezioni anticipate?
Faremmo un danno enorme al Paese. Senza la legge di stabilità, ci sarebbe l’impennata dello spread e la recessione. E arriverebbe la troika che aggraverebbe con ricette sbagliate la situazione del nostro Paese.

Adesso che ne sarà del congresso del Pd?
Non è un mistero che molti non lo vogliano. Il congresso del Pd è l’ultimo dei problemi, dobbiamo concentrarci su come salvare il Paese.

Ma si farà?
Dobbiamo provare a rispettare la scadenza del congresso, ma la priorità è evitare il baratro.

dal Fatto Quotidiano del 29 settembre 2013