Fatture false per centinaia di migliaia di euro, spostamento di beni immobili da una società all’altra per assicurarsi la garanzia di prestiti bancari, false denunce per accedere al Fondo per le vittime dell’estorsione e dell’usura e bloccare la morsa dei creditori. Sono solo alcuni delle operazioni contestate agli imprenditori di una delle storiche aziende dell’agroalimentare di Parma, la Greci Geremia di Gaione, fallita nel 2012. Alberto e Francesco Greci, padre e figlio, sono stati arrestati dalla Guardia di finanza di Parma dopo mesi di indagini coordinate dalla Procura e dal pm Paola Dal Monte.

Le fiamme gialle hanno anche posto sotto sequestro per un valore di 22 milioni di euro, 19 fabbricati e 29 terreni riconducibili agli imprenditori, che si trovano ai domiciliari con l’accusa di bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale, patrimoniale per distrazione. Per scongiurare la fine della loro azienda di trasformazione del pomodoro, fallita un anno fa, dal 2005 i due titolari hanno truccato i bilanci delle società riconducibili al gruppo Greci Geremia, per nascondere il dissesto in cui versava. Il modus operandi era semplice: emettevano fatture false per 4 o 5 milioni di euro per vendite o operazioni fittizie, che poi venivano stornate l’anno successivo.

In questo modo gli imprenditori sono riusciti per anni a nascondere lo stato di crisi delle società Greci Geremia Spa e Greci Gaione Srl. Inoltre, attraverso operazioni di scissione, venivano venduti immobili a un valore sovrastimato rispetto al mercato a società riconducibili al gruppo, che così potevano avere una garanzia per chiedere prestiti che poi venivano girati al gruppo. Il padre, Alberto, dovrà rispondere anche del reato di calunnia: era addirittura arrivato a presentare una falsa denuncia di estorsione, truffa e usura contro i rappresentanti di 12 istituti bancari per bloccare il pagamento dei debiti e per potere così accedere al Fondo di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura.

Tutti espedienti che hanno permesso di continuare l’attività della Greci Geremia per qualche anno, fino a febbraio 2012, quando è stata respinta la richiesta di concordato preventivo. Quando l’azienda fiore all’occhiello della Food Valley è fallita, i 50 dipendenti sono finiti tutti a casa e il debito che gravava sull’azienda era di quasi 40 milioni di euro. Eppure dalle indagini della Procura sono emersi spostamenti di titoli e liquidità all’estero per un valore di circa 20 milioni di euro. Per questo il procuratore capo Gerardo Laguardia ha fatto sapere che sarà richiesto anche il sequestro conservativo di questi beni, che potrebbero essere stati distratti dall’azienda.

Altre sette persone risultano indagate per concorso in bancarotta e bancarotta semplice. Tra questi, gli amministratori e i componenti del collegio sindacale del gruppo (Cesare Bedeschi, Andrea Donati, Pieralceste Vandini, Isidoro Pasetti, Fabrizio Farnetti e Giampiero Alinovi) e la madre 92enne di Alberto Greci, Paola Tersilla Serventi Micheli, amministratore delegato della Zenith Spa (la ex Greci Geremia Spa) e amministratrice delle società immobiliari con cui i due imprenditori distraevano e sovrastimavano i beni del gruppo.