Che interesse ha Berlusconi a far cadere il Governo? Voglio dire razionalmente, a parte l’istinto, che lo porta a chiedere una prova di fedeltà ai suoi, a ricompattarli intorno a sé. Nuove elezioni, Berlusconi può perderle oppure vincerle. Ma anche nel migliore (per lui) dei casi, il ‘premio di maggioranza offertogli dall’amato (da lui) ‘Porcellum’ non gli consentirebbe di governare da solo: dovrebbe tornare al governo con il Pd, cioè alla situazione attuale.

Il senso della manovra di Berlusconi si capisce solo con riferimento all’elezione del nuovo capo dello Stato. La conquista del premio di maggioranza consegnerebbe al Pdl la scelta del nuovo Presidente della Repubblica. Dopo le elezioni, Berlusconi attenderà una defaillance del molto anziano Napolitano, o meglio chiederà le sue dimissioni ‘in sintonia con la nuova realtà del paese’. Peraltro, lo stesso Napolitano ha annunciato lo scorso aprile che non sarebbe restato fino alla fine del suo secondo mandato.

La conquista della Presidenza della Repubblica è importante per il Pdl sia per i poteri diretti del Presidente (ad es. il potere di grazia), sia per i poteri di indirizzo. Il Pdl, dopo aver contribuito per vent’anni, più di altri, ad erodere la Costituzione (perché una democrazia si difende: non è facile abbatterla subito), ora si prepara apertamente a dare spallate poderose al Patto Sociale fondamentale fra gli italiani, da cui dovrebbero discendere tutte le regole subordinate. In particolare, il Pdl mira ad introdurre il ‘Presidenzialismo’ ma senza i contrappesi democratici della Francia o degli Usa: si chiama ‘Peronismo’. Un premier/presidente eletto direttamente dal popolo si attribuirebbe tutti i poteri; e in primo luogo ‘riformerebbe’ la Corte Costituzionale, creando al suo interno una propria maggioranza, e la magistratura tutta, svincolando il proprio potere da ogni controllo e da ogni argine.

Il potere (esecutivo), privo dei vincoli e dei controlli tipici di ogni democrazia liberale e moderna, verrebbe usato, a parole nell’interesse del ‘popolo’ (di cui il Presidente sarebbe l’unico interprete), in realtà per aumentare lo sfruttamento del paese, da parte della (casta) classe politica, grazie al collaudato modello Protezione Civile nell’era berlusconiana. È urgente, bisogna fare presto, non c’è tempo per i controlli… e via derubando. Per chi proprio non vorrà capire, è pronto il modello Bolzaneto. Gli utili idioti che si annidano nel mio partito non potrebbero protestare alcunché, dato che proprio oggi hanno approvato il Comitato dei 40 per fare, con procedura diversa da quella prevista dalla Costituzione, la riforma della Costituzione! Il declino economico aumenterebbe: avremmo perso, assieme alla libertà e alla dignità, anche il benessere.

Né varrebbero gli ancoraggi Europei: non hanno fermato la svolta autoritaria in Ungheria… Inoltre, l’Euro, così com’è non è più sostenibile, non ha futuro. Il Pdl approfitterà senza farsi pregare del vuoto di leadership sulla crisi economica inopinatamente lasciato dagli utili idioti.

Come contrastare questo disegno? L’unico modo è che Napolitano si dimetta non appena il governo Letta cade. Costringendo questo Parlamento (a maggioranza Pd-M5S), non il prossimo, a eleggere un Capo dello Stato, Il nuovo ‘arbitro’ della politica italiana sarà così, per altri sette anni, di sicura fede democratica. Né sarà possibile votare prima: ci vuole un Presidente della Repubblica nel pieno delle sue funzioni per sciogliere le Camere.