Vasco Errani gliel’aveva promesso e ormai era solo questione di ufficializzare le cose. Il presidente della Regione Emilia Romagna ha infatti esautorato l’assessore all’ambiente Sabrina Freda, piacentina in quota Italia dei Valori, già in bilico da settimane per avere spinto troppo sulla dismissione degli inceneritori e delle discariche. Il suo Piano regionale per i rifiuti aveva messo in allarme le multiutility che gestiscono il ciclo della spazzatura e messo in subbuglio la politica regionale, alle prese con le varie questioni degli inceneritori soprattutto a Reggio, Modena e Parma.

Errani ha subito cercato di spazzare via ogni dubbio su un problema con la sua maggioranza e con l’Idv, che perde il suo unico assessore. “Non c’è un problema politico”, ha scritto nella nota con cui dava il benservito a Sabrina Freda. L’Idv del resto non ha sollevato le barricate e ha scaricato letteralmente l’ormai ex assessore: “Se la questione non è politica, ribadisco che l’Italia dei Valori crede in questa maggioranza”, ha detto la consigliera regionale Liana Barbati.

Le divergenze dunque sarebbero tutte tra l’ex membro della giunta, accusata da molte parti di non saper mediare su un tema così sensibile come quello dei rifiuti e il governatore, che nel comunicato è stato chiaro: “Questa mia decisione è maturata esclusivamente dalla constatazione che, di fatto, sono via via venuti meno quello spirito di collaborazione, di collegialità e quel metodo di confronto aperto e costruttivo con le altre istituzioni e l’intera società regionale che per me sono irrinunciabili e a fondamento del lavoro della giunta”. La patata bollente dell’assessorato all’Ambiente per ora rimane in mano al presidente: “Assumo le deleghe ad interim, confermando il programma e la linea politica della giunta”.

L’interessata non vuole neppure sentire parlare di motivi personali: “Evidentemente gli interessi delle multiutility hanno finito per avere la meglio”, ha scritto in una breve nota di commiato. Già un anno fa le dichiarazioni dell’assessore dell’Idv avevano creato non pochi problemi a Vasco Errani, costretto a smorzare quella promessa di uno stop alla costruzione di nuovi inceneritori. Poche settimane dopo, pressato da Confservizi, l’associazione delle multiutility che gestiscono gli impianti e che in Emilia Romagna portano il nome di Hera e Iren, il governatore assicurò che il Piano regionale dei rifiuti in preparazione sarebbe stato “condiviso”.

Ma Sabrina Freda non molla. Ad aprile presenta il tanto Piano in consiglio regionale: “Ridurre la produzione pro-capite di rifiuti urbani del 25%, raggiungere il 70% di raccolta differenziata, riciclare il 60% dei rifiuti prodotti, dare priorità al recupero di materia rispetto al recupero di energia e minimizzare lo smaltimento a cominciare dal conferimento in discarica”, sono i punti fermi del programma. Le reazioni sono immediate: “Mi limito a sottolineare che nei territori non attrezzati come noi, sono costretti a mandare i rifiuti all’estero”, era stata la risposta della Confservizi. Così Freda – attaccata anche da alcune province, ma paradossalmente per l’opposto motivo, e cioè per aver presentato un piano troppo timido in termini di dismissioni –sfida i suoi avversari: “Dalle Province mi aspettavo osservazioni circostanziate, non comunicati stampa”. Alle multiutility lancia una provocazione: “Da loro invece non mi aspettavo nulla di diverso. Anzi, le loro osservazioni confermano che il documento preliminare non è affatto timido”.

È il 7 giugno, Errani sempre molto attento agli equilibri della sua giunta (in 15 anni di regno non si ricordano esautoramenti di questo genere), censura il suo assessore: “In questa Regione da sempre vale il metodo del confronto e del dialogo”, poi promette che si occuperà lui stesso, in persona della questione rifiuti. Per Freda è la fine politica.

Dopo quella frase di Errani la decisione di queste ore arriva quasi scontata. Nelle ultime settimane peraltro c’era stato un ultimo motivo di scontro tra Freda e una provincia, in questo caso quella di Modena. L’ex assessore regionale aveva criticato la scelta dell’ente di decidere autonomamente l’accettazione nel proprio inceneritore anche di rifiuti provenienti da altre province (come auspicato da Hera), scavalcando così il Piano regionale che sarà approvato entro fine anno.

La reazione politica più dura è quella del Movimento 5 stelle: “Freda avrebbe seguito una linea più intransigente nei confronti di discariche e impianti di incenerimento. Errani non può pensare di affidare a una breve nota la favoletta dei contrasti con i colleghi, si entri nel merito dei contrasti”, spiega Andrea Defranceschi. Freda peraltro negli ultimi mesi era stato spesso vicina al sindaco Federico Pizzarotti sulla questione dell’inceneritore di Parma. Sulla stessa linea d’onda l’ex M5s, Giovanni Favia e la Lega nord. E se il Pdl invece plaude al licenziamento, per Franco Grillini, consigliere regionale di maggioranza di LibDem, non c’è dubbio che la questione sia anche politica, anche se auspica che la giunta Errani vada avanti.