Cresce negli Stati Uniti l’opposizione popolare a un intervento militare in Siria. Non solo tra i pacifisti e attivisti del movimento Occupy, che nei giorni scorsi hanno organizzato manifestazioni contro la guerra nelle principali città del paese, ma tra gli stessi militari americani. Su Facebook è partita una clamorosa campagna: soldati e ufficiali Usa in divisa che si fotografano con il volto nascosto (per evitare provvedimenti disciplinari) da cartelli su cui scrivono frasi come “non sono entrato nell’esercito per finire coinvolto in guerre civili di altri paesi: stiamo fuori dalla Siria!”; “Obama, io non andrò a combattere per i tuoi ribelli in Siria. Svegliatevi gente!” e ancora: “Non mi sono arruolato in Marina per combattere a fianco di Al Qaeda nella guerra civile siriana”. 

A colpire non è solo il fatto che militari in servizio si schierino contro la guerra, ma che denuncino l’aspetto più inquietante della vicenda siriana, vale a dire la predominanza di gruppi qaedisti tra i ribelli sostenuti dall’Occidente. “La maggior parte dei ribelli che combattono in Siria sono mercenari stranieri affiliati ad Al Qaeda che commettono atrocità contro la popolazione siriana”, si legge in uno dei tanti commenti alle foto, che prosegue con un appello ai membri del Congresso: “Votate contro la guerra in Siria, state dalla parte del popolo siriano che combatte contro il terrorismo”.

Tra i commenti, c’è poi chi ringrazia i soldati per il loro senso critico: “Grazie mille agli uomini e alle donne delle forze armate che non si limitano a seguire ciecamente gli ordini”. E chi apprezza, ma con disincanto: “Essere stata moglie di un soldato mi ha aperto gli occhi su cosa significa essere militare, quindi mi piacciono molto queste foto ma questi ragazzi hanno rinunciato ai loro diritti quando si sono arruolati, ora sono proprietà del governo degli Stati Uniti. Non rimane che pregare Dio perché il nostro presidente non scelga di avventurarsi in Siria”.