L’Istituto superiore di Sanità ha registrato la positività per il virus dell’influenza aviaria H7N7 in una persona “affetta da congiuntivite ed esposta per motivi professionali a volatili malati appartenenti agli allevamenti presenti nella Regione Emilia Romagna“, nei quali era stata riscontrata la presenza dell’infezione virale.  ”Abbiamo un caso confermato“, ha detto Tiziano Carradori, direttore generale dell’assessorato alla sanità, “e uno sospetto, di cui attendiamo per domani i risultati degli esami di laboratorio”.

Il caso confermato è quello di un addetto alla raccolta di uova e pollina, mentre il caso sospetto interessa un impiegato al trasporto di uova. “Dei 110 addetti all’abbattimento tra Ferrara e Mordano – ha spiegato Carradori – 61 erano già stati esposti prima al virus, lavorando negli stabilimenti colpiti. Questi 61 sono controllati tutti i giorni dal punto di vista medico e sanitario (gli altri quaranta hanno controlli ma meno intensivi). E’ stato così, con l’assiduità dei controlli, che sono emersi i due casi, quello confermato e quello sospetto”.

Il virus H7N7 non viene facilmente trasmesso all’uomo – ricorda il ministero – che può infettarsi solo se viene a trovarsi a contatto diretto con l’animale malato o morto. A differenza di altri virus aviari (quali ad esempio H7N9 o H5N1), H7N7 tende a dare nell’uomo una patologia di lieve entità (come la congiuntivite), come già osservato in un focolaio umano verificatosi anni fa in Olanda”. “Essendo rara la trasmissione da persona a persona – aggiunge la nota – i focolai umani tendono ad autolimitarsi, per cui il rischio di comunità è estremamente basso o addirittura irrilevante”. La Regione Emilia Romagna, di concerto col ministero della Salute, avendo “prontamente identificato i focolai animali, ha adottato tutte le procedure necessarie a porre sotto controllo l’infezione”.

Quattro i focolai rinvenuti in regione dal 13 agosto scorso. Il primo a Ostellato in provincia di Ferrara all’interno dell’allevamento Eurovo: 120mila galline da abbattare. Il 21 agosto la seconda segnalazione a Mordano, in provincia di Bologna e di conseguenza l’abbattimento di 580mila animali. Il terzo a Portomaggiore (Ferrara) e infine il quarto ceppo del virus è stato trovato nuovamente a Mordano.