Italiani di cielo, di terra e di mare. Ecco: quelli di cielo avevano agganciato ai loro aeroplanini lo striscione “Forza Silvio”, quelli di mare guardavano in su, e quelli di terra, esclusi da tutto, dovevano ricorrere alla rete per farsi due risate. Basta. Finito. Tutto qui.

La grande offensiva aviotrasportata del condannato numero uno, in risposta al gavettone della Cassazione – un’ideona della Santanchè, dicono – è arrivata e passata nell’ilarità generale. Un disinteresse divertito che confina con lo scuotimento del capo e una nuova spunta nella lunga lista dell’assurdo italiano: “Ok, abbiamo visto anche questa”. Persino i giornali on line, che a Ferragosto dovrebbero essere avidi di qualcosa da pubblicare, hanno piazzato la notizia nelle loro colonnine di destra, dove di solito finiscono il cammello che accudisce il gattino orfano, l’ornitorinco che legge il giornale e il topless della nonna di Pelé a Copacabana. Qualcosa a metà tra lo “strano ma vero” della Settimana Enigmistica e il “Chissenefrega” di Cuore.

Così, con un nuovo delizioso autogol, si infrange un altro mito made in Arcore. Prima il grande imprenditore che si è fatto da sé, poi l’innocente perseguitato, e ora ecco che va in mille pezzi anche il luogo comune del grande comunicatore. Perché va bene, fa caldo anche per gli uffici marketing, ma lo striscione tirato dall’aereo è proprio il primo cantone delle ideuzze stiracchiate. E un bel modulo per la domanda di grazia nei fustini del detersivo? E il quiz televisivo sul colore dei calzini dei giudici? Vedremo. C’è tempo.

Intanto potrebbero aiutarci i semiologi e, in subordine, i sondaggisti, e spiegarci in quale modo un aeroplanino che sorvola la spiaggia possa influenzare la pubblica opinione. Io, per esempio, visto lo striscione volante, ho detto: “Ma sai che però, forse è davvero innocente?”. Ma l’offensiva aerea non c’entrava niente, era colpa del pranzo di Ferragosto e dell’overdose di limoncello.

Per fortuna le cose sono meno complicate di quel che si crede. Il messaggio volante mica era per gli italiani, macché. Era solo un telegramma dei fedelissimi a Silvio. Come dire, vedi, capo, cosa facciamo per te. Una specie di offerta votiva, un fioretto, una dimostrazione di zelo. E infatti, riferiscono le cronache rosa, che la Santanchè, spiaggiata al Twiga di Forte dei Marmi, è subito balzata dal lettino, felice come una Pasqua, per fotografare lo storico evento. Cioè si è fatta convincere al volo dalla sua stessa propaganda. Segni particolari: non è un genio.

Il Fatto Quotidiano, 17 Agosto 2013