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Finisce l’euforia sull’intelligenza artificiale? Borse in rosso in tutto il mondo, tonfo di SpaceX e dei titoli tech

Alla base del sell-off anche dubbi crescenti sulla sostenibilità delle valutazioni raggiunte dalle grandi società tecnologiche dopo mesi di rialzi alimentati dalla corsa all'AI
Finisce l’euforia sull’intelligenza artificiale? Borse in rosso in tutto il mondo, tonfo di SpaceX e dei titoli tech
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L’ondata di entusiasmo che negli ultimi mesi ha spinto ai massimi storici i titoli legati all’intelligenza artificiale lascia spazio ai timori di una correzione. O addirittura dello scoppio della bolla. Le Borse mondiali sono state travolte dalle vendite, partite dall’Asia e arrivate all’Europa e agli Stati Uniti, in quella che appare come la prima vera scossa globale al rally dell’AI. L’epicentro della correzione è stata la Corea del Sud dove l’indice Kospi ha perso oltre il 6%, trascinato dalle vendite sui colossi dei chip Samsung Electronics e SK hynix, scesi rispettivamente di circa il 6% e di oltre il 7%. A Tokyo il Nikkei ha lasciato sul terreno più del 3%, mentre anche le piazze cinesi hanno chiuso in netto ribasso.

A monte della correzione ci sono le pesanti perdite registrate nella seduta precedente dal settore tecnologico statunitense. A Wall Street SpaceX, il gruppo di Elon Musk che controlla xAI, è precipitato del 16,4%, terza seduta consecutiva di ribassi dopo il rally seguito allo sbarco in Borsa del 12 giugno. Tra i principali responsabili della discesa dell’indice S&P 500 anche Alphabet (-5%), Amazon (-4,7%) e Broadcom (-4,5%), tutti nomi strettamente legati alle aspettative sulla crescita dell’intelligenza artificiale.

L’effetto domino ha poi raggiunto l’Europa, con Milano peggiore piazza del continente. A Piazza Affari a pagare il prezzo più alto è stata StMicroelectronics, arrivata a perdere oltre il 7% sulla scia delle vendite che hanno colpito l’intero comparto dei semiconduttori. In rosso anche Francoforte, Parigi e Amsterdam, altra piazza particolarmente esposta al settore dei chip.

Alla base del sell-off ci sono probabilmente i dubbi crescenti sulla sostenibilità delle valutazioni raggiunte dalle grandi società tecnologiche dopo mesi di rialzi alimentati dalla corsa all’intelligenza artificiale. Gli investitori iniziano a interrogarsi sulla capacità dei gruppi del settore di trasformare gli enormi investimenti necessari per lo sviluppo dell’AI in profitti sufficienti a giustificare capitalizzazioni ormai arrivate a livelli record. Resta da capire se si tratti di una fisiologica correzione dopo una lunga fase di euforia o dell’inizio di una revisione più profonda delle aspettative che il mercato ha incorporato nel settore.

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