Certo che quelli del Pd sono proprio strani. Non ne fanno una giusta, buoni o cattivi che siano.

Supponiamo che siano gente dabbene, che lavora nell’interesse del paese. Fosse così, saprebbero subito cosa si dovrebbe fare con l’Imu sulla prima casa. Ragionerebbero in questo modo:

B&C, smettetela di rompere. State facendo solo propaganda elettorale. La gente che paga l’Imu è divisa in 6 fasce (questo dati sono tratti dal sito del Ministero del Tesoro):

1) 5 milioni, con reddito annuo fino a 10.000 euro, pagano, in media, 187 euro (gettito 935 milioni di euro);

2) 7,5 milioni, con reddito annuo da 10.000 fino a 26.000 euro, pagano, in media, 195 euro (gettito 1.463 milioni di euro);

3) 4,2 milioni, con reddito annuo da 26.000 fino a 55.000 euro, pagano, in media, 267 euro (gettito 1.121 milioni di euro);

4) 500.000, con reddito annuo da 55.000 fino a 75.000 euro, pagano, in media, 382 euro (gettito 191 milioni di euro);

5) 380.000, con reddito annuo da 75.000 fino a 120.000 euro, pagano, in media, 455 euro (gettito 172 milioni di euro);

6) 180.000, con reddito annuo oltre 120.000 euro, pagano, in media, 629 euro (gettito 113 milioni di euro);

Si tratta di somme modestissime: 629 euro per gente che ha redditi superiori a 120.000 euro sono niente. Ma, per la verità, anche 187 euro per persone con un reddito modesto (10.000 euro) sono l’equivalente di 45 pacchetti di sigarette, poco più di 3 al mese, 2/3 sigarette al giorno, sono pochi soldi. Dunque smettetela di ciurlare nel manico e dedicatevi con noi alla nuova legge elettorale, al taglio (ponderato) della spesa pubblica e ad altre cose importanti.

In alternativa potrebbero ragionare in quest’altro modo:

Il gettito Imu prima casa è pari a circa 4 miliardi; e sappiamo tutti che di questi soldi il Paese non ne può fare a meno. Senza Imu, Regioni e Comuni istituirebbero subito un’addizionale Irpef che si spalmerebbe su tutti in maniera non progressiva e dunque sarebbe più afflittiva per le classi meno abbienti e particolarmente per quelli già esentati dall’Imu (6,2 milioni di persone), il che dovrebbe essere ridicolo anche per gente come voi (B&C). Sicché la soluzione potrebbe stare nella riorganizzazione della distribuzione della tassa: è evidente che il peso relativo di 187 euro su un reddito di 10.000 è incomparabilmente maggiore di quello costituito da 629 euro su un reddito di oltre 120.000. Sembrerebbe sensato mandare esenti le prime due classi (pagano complessivamente 2,4 miliardi), lasciare invariato il contributo richiesto alla classe n. 3; e distribuire il gettito mancante sulle classi n. 4 e n. 5, calcolando ovviamente le aliquote in funzione dei redditi. Magari si potrebbero ulteriormente suddividere in modo da assicurare una ripartizione della tassa più progressiva; e, soprattutto si potrebbe creare una classe per gente che gode di reddito superiore a 250.000 euro. In questo modo le risorse necessarie al Paese non verrebbero decurtate e i cittadini più abbienti ne sosterrebbero il peso in misura maggiore. Come è giusto e costituzionale che sia.

Fino adesso di proposte di questo tipo (convinte, non balbettii impauriti) non se ne sono viste.

Supponiamo perciò che quelli del Pd siano gente dello stesso tipo di B&C: le cose non si fanno nell’interesse del Paese ma per garantirsi il massimo dei voti possibili, continuare a occupare poltrone e gestire più o meno loscamente il potere. Allora potrebbero ragionare in quest’altro modo.

Sposiamo la proposta di B&C; il governo resta in piedi e noi pure. Sì, però il costo politico sarebbe micidiale: alle prossime elezioni non ci vota più nessuno.

Allora facciamoci un calcolo semplice semplice. Se esentiamo le classi 1 e 2 e ripartiamo l’Imu tra le rimanenti (la classe 3 continua a pagare 4,2 milioni di euro), quanti sarebbero scontenti? 560.000 persone. E quanti sarebbero contenti? 12,5 milioni di persone. Più tutte le altre che sono nauseate dell’inciucio con B&C e che non vedono l’ora di trovare un’alternativa. Insomma, ci troviamo in un caso rarissimo in cui è possibile servire Dio e Mammona. Godersela e non andare all’inferno. Che aspettiamo?

Appunto, che aspettate? Ragazzi, compratevi un pallottoliere.

Post scriptum 

Nell’articolo originale del 14 agosto, comparso su Il Fatto Quotidiano con il titolo “Caro Pd sull’Imu impara a contare” c’era un errore, rilevato cortesemente da alcuni lettori, dovuto a un taglia e cuci sbagliato.

L’errore, in realtà, era facilmente constatabile: i numeri forniti come gettito complessivo per ciascuna fascia coincidevano con quello degli appartenenti a ogni fascia (La gente che paga l’IMU è divisa in 6 fasce .. 1) 5 milioni, con reddito annuo fino a 10.000 euro, pagano, in media, 187 euro (gettito 5 milioni di euro); 2) 7,5 milioni, con reddito annuo da 10.000 fino a 26.000 euro, pagano, in media, 195 euro (gettito 7,5 milioni di euro etc); inoltre la somma dei diversi gettiti dava il risibile totale di 20 milioni circa.

Sicché l’invito contenuto nel titolo dell’articolo ben si può applicare, a questo punto, anche a me.

Mi scuso per l’errore.

Bruno Tinti