Dovevano sparire ma ci sono eccome le Province e i suoi dipendenti godono di buona salute, almeno per ora. Sono state pubblicate sul sito della Provincia di Ravenna le retribuzioni annue lorde del 2012: ai 17 dirigenti in servizio fino a tre anni fa va più di 1 milione e mezzo di euro, agli 8 membri della giunta 370 mila euro. Occorre precisare che gli stipendi relativi ai dirigenti includono i premi del 2009, 2010 e 2011, ma al netto di questi le cifre restano di tutto rispetto: c’è chi ha incassato oltre 60 mila euro di premi arretrati.

Lo avevano messo nero su bianco nei loro programmi elettorali tutti i partiti: le provincie andavano abolite, come uno dei peggiori mali d’Italia. Dopo un silenzio durato qualche mese il presidente del Consiglio Enrico Letta ha fatto suo l’impegno con il disegno di legge costituzionale che mira a superarle, dopo lo stop della Consulta al decreto Monti. Staremo a vedere se si tratterà davvero di un canto del cigno per le Province, ma intanto i dirigenti di questi enti “considerati inutili dai più” come ha notato Massimo Bulbi, presidente della Provincia di Forlì-Cesena, a Ravenna corrono ai ripari con un’iniezione di liquidità. Nel 2012 i loro stipendi hanno superato in alcuni casi i 150 mila euro. Mediamente si sono attestati attorno ai 100 mila poiché 5 di loro assunti nel 2011 (Elettra Malossi, Valentino Natali, Andrea Panzavolta, Domenico Randi, Stefano Rubboli) hanno potuto contare solo sul premio relativo a quell’anno. Nella retribuzione lorda del 2012 non risultano cifre particolarmente alte neanche per Arrigo Antonelli, Erminio Ferrucci, Stefania Mieti, Stenio Naldi, Claudio Savini ed ancora Domenico Randi dato che la loro attività era cessata nel 2010 o nel 2011.

La tendenza degli ultimi anni infatti, sia in Provincia che in Comune, è di ridurre il numero dei dirigenti in servizio. I 7 restanti comunque si sono visti accreditare cifre ben più sostanziose dei colleghi, grazie anche ai premi di risultato degli anni 2009 e 2010. Si tratta di Silvia Bassani, Gabriele Gardini, Oscar Manzelli, Paolo Montanari, Andrea Morandi, Alberto Rebucci e Antonio Venturi, costati al contribuente da un minimo di 128 mila euro a quasi 157 mila, la retribuzione di Alberto Rebucci, dirigente del settore attività̀ produttive e politiche comunitarie. Nelle buste paga dei dirigenti figurano, oltre ai premi arretrati, lo stipendio tabellare, la “posizione di parte fissa” (11.533,21 euro) e a quella “variabile”, collegata cioè alla posizione occupata. Questa viene stabilita con una pesatura della posizione redatta dall’Oiv, l’organismo italiano di valutazione. L’art. 14 del decreto legislativo 150/09 (cd. legge Brunetta) prevede infatti che “ogni pubblica amministrazione si doti di un organismo indipendente di valutazione della performance, che ha un ruolo fondamentale nel processo di misurazione e valutazione delle strutture e dei dirigenti e nell’adempimento degli obblighi di integrazione e trasparenza posti alle amministrazioni”.

“I premi del triennio 2009-2011 che non erano stati accreditati -chiarisce la Provincia- erano bloccati perché avevamo avuto un’ispezione ministeriale la quale aveva riscontrato delle anomalie nelle modalità di concessione dei premi ai dipendenti e pertanto li aveva bloccati. Il gruppo dei dirigenti, in risposta al provvedimento, non ha preteso il pagamento delle loro premialità fintantoché non si fosse verificata la situazione dei colleghi. Quando poi nel 2012 si è accertato che tutto era corretto, si è proceduto con le retribuzioni di risultato arretrate”. Una volta sbloccate le retribuzioni dei premi c’è chi si è visto versare più di 60 mila euro. È il caso per esempio di Antonio Venturi, dirigente settore politiche agricole e sviluppo rurale, che ha messo assieme 67 mila euro, di cui 20,486,21 figurano alla voce non meglio precisata “altro”.

Stipendi più magri per la giunta. Al presidente della Provincia Claudio Casadio vanno 65.594,16, al suo vice Gianni Bessi 49.195,68 e ai 6 assessori Eleonora Proni, Francesco Rivola, Luciano Ronchini, Mara Roncuzzi, Paolo Valentini, Secondo Valgimigli 42.636,24. In tutto fanno ‘solo’ 370.607,28 mila euro. Per la giunta provinciale non è previsto alcun premio di risultato e ciò costituisce una netta differenza rispetto alle retribuzioni dei più ricchi dirigenti.