Prendo spunto da un incontro di Armando Rossini, magistrato e relatore come me dell’associazione “sulle regole” di Gherardo Colombo, che ha citato un “paese senza regole”.

In un paese di questo mondo la gente si era proprio stancata delle regole. Tutto era comandato: a che ora dovevano alzarsi, a che ora dovevano essere sul posto di lavoro. Agli scolari veniva prescritto a che ora cominciava la scuola e quando potevano tornare a casa. E poi dovevano portarsi un fazzoletto, lavarsi i denti, avere le mani pulite, attraversare la strada sulle strisce, non camminare in mezzo alla strada. Veramente, le regole erano tante e per tutti, grandi e piccoli; perciò la gente si mise d’accordo e decise: “D’ora in avanti non ci saranno più regole. Che bello!“. Naturalmente la scuola rimase vuota, perché i ragazzi preferivano andare a giocare. La gente metteva i tavoli in mezzo alla strada perché lì c’era più sole. I giovani alzavano gli stereo al massimo volume, ventiquattro ore su ventiquattro. Quando la gente voleva andare a dormire, gli altoparlanti continuavano a trasmettere musica a tutta forza. Era una gran confusione! Nel pieno della notte, un uomo si mise a suonare le campane della chiesa. La gente accorse sulla piazza e quando tutti furono riuniti alcuni esclamarono: “No, così non possiamo più vivere!“. “No, così non possiamo più vivere!“, risposero tutti. “Dobbiamo avere delle regole. Sì, vogliamo di nuovo avere delle regole!“, ripeté in coro tutta la gente.

Anche in sanità, soprattutto negli ultimi anni, non esistono più regole. Nei reparti spesso non c’è più ordine né rispetto per chi si assume responsabilità di scelta e decisione. I medici vengono pagati a compartecipazione percentuale sul fatturato senza controllo alcuno sull’utilità di eseguire esami clinici, terapie farmacologiche o chirurgiche appropriate ed esclusive per il ben-essere del cittadino-paziente. I giovani medici antepongono il guadagno all’interesse del saper visitare e fare diagnosi. Poco controllo esiste da parte dei responsabili dei reparti su medici che spesso non hanno obblighi ma, essendo libero professionisti a tutti gli effetti, solo diritti di spazi ed orari a volontà e scelta individuale e non di gruppo. Ma, come in quel paese dove i cittadini hanno richiesto nuovamente “regole certe e condivise”, anche in sanità penso che occorrerà tornare al passato.

Controlli appropriati su visite, esami diagnostici, terapie cliniche e chirurgiche possono aiutare il mondo che gira intorno al budget maggiore di spesa del nostro “belpaese” a riportare esclusivamente #ilpazientealcentro. La sanità per la salute del cittadino. La sanità per il ben-essere. Questo riporterà anche maggior controllo della spesa sanitaria che potrà continuare ad essere pubblica e privata solo per scelta. Al contrario la salute del cittadino sarà in balia di persone che la utilizzano per fini propri di guadagno a scapito della collettività. Utilizziamo History Health per tornare ad avere delle regole, per tornare ad avere di nuovo delle regole.

@defelicemilano