Ci mancavano solo i topi. Più di un anno lontani da casa, la convivenza forzata con i nuovi vicini di casa, o meglio di casetta, adesso i terremotati dell’Emilia di Mirandola (Modena), quelli ancora costretti a vivere nei Map, i moduli abitativi provvisori, da qualche mese hanno degli altri vicini. “Un topino, vivo, mi è caduto sul piede quando ho aperto lo sportello del mobile del freezer. Si era infilato nelle canalette. Ho dovuto buttare via il cibo”, spiega Alessandra Fois, da dicembre scorso nel campo di via Mazzone. “Siamo tutti preoccupati. Qui ci sono tanti bambini, solo io ne ho quattro, di bestie ne ho trovate parecchie e ho molta paura”.

Alessandra, insieme alla sua vicina di modulo Katia Piras e ad altri terremotati, da un po’ di settimane stanno inviando lettere di protesta a tutti gli enti interessati: “Ne ho visto uno entrare in casa mentre facevo le pulizie. Per fortuna sono riuscita a cacciarlo fuori. Abbiamo dovuto sigillare la casa e inoltre abbiamo scoperto che il materiale di cui sono fatti i pannelli dei moduli attirano i topi“, spiega Piras. Un ragazzo brasiliano, lavoratore agricolo non vuole fare polemiche, ma ammette: “Sì, anch’io ne ho trovato uno in casa una volta”.

Il campo Map di via Mazzone, con i suoi circa 200 abitanti è tutto un vociare di bambini. Che ci sia la pioggia o un caldo asfissiante, decine di piccoli di ogni etnia sono per strada a giocare tutti insieme. “Abbiamo subito avvisato il Comune di Mirandola e la Regione. Quest’ultima quando vennero fuori i primi articoli sui giornali locali sosteneva di essere indignata. Ma non hanno fatto assolutamente niente. Noi dobbiamo salvaguardare i bambini che giocano per strada e potrebbero venire a contatto con queste bestie o con i loro escrementi”, spiega Katia Piras.

Il Comune dal canto suo si difende: “Avevamo posizionato degli strumenti per allontanare i ratti, ma evidentemente non sono stati sufficienti”, spiega Maria Lara Cavicchioli, assessore comunale ai servizi sociali. “Vedremo di intensificare la derattizzazione, ma consigliamo di tenere molto pulito come stanno facendo negli altri Map”. In effetti sono gli stessi residenti a segnalare il problema della spazzatura spesso lasciata ammucchiata per ore all’ingresso del campo dove ci sono i cassonetti. Questo nonostante il comune abbia dotato ogni casetta dei contenitori per la raccolta differenziata.

Al di là delle cause, con il caldo l’invasione dei roditori è diventata preoccupante. E nonostante le sollecitazioni dei cittadini, la Regione non ha ancora dato una risposta: “Una richiesta è stata inoltrata, ma da Bologna non abbiamo avuto risposta ancora precisa”, spiega l’assessore Cavicchioli.

“Non ci lamentiamo troppo. C’è gente che sta peggio. In queste casette non abbiamo patito il freddo d’inverno e adesso abbiamo i condizionatori contro il caldo. Di questo ringraziamo il Comune”, spiega ancora Katia Piras. La questione dei topi però va risolta e non solo quella. Altro problema segnalato è infatti quello delle auto che transitano ad alta velocità nelle stradine del campo: “La scorsa settimana abbiamo presentato al Comune una petizione per mettere dei dossi artificiali, così che le macchine vadano più lente e i nostri bambini non vengano investiti”, conclude Piras.

Tuttavia l’assessore Cavicchioli sul tema non è d’accordo: “Spetta alle famiglie controllare i bambini e contemporaneamente gli abitanti dei Map dovranno andare più piano con la loro auto”. Poi l’assessore assicura: “Quelle famiglie staranno lì per poco tempo: appena le loro case saranno agibili le famiglie dovranno lasciare il campo”.