“Credo che singoli casi giudiziari non debbano interferire nella vita delle istituzioni. Qualunque sia la decisione della Cassazione essa non dovrà avere ripercussioni sulle attività parlamentari”. E’ bastata questa frase della presidente della Camera Laura Boldrini pronunciata durante la cerimonia del Ventaglio a Montecitorio per far scatenare le “bocche di fuoco” del Pdl: i berlusconiani non ci stanno a veder derubricato il processo Mediaset e in generale la serie di vicende giudiziarie in cui è coinvolto il Cavaliere a “caso singolo”. D’altra parte il partito aveva giurato battaglia. Così la Boldrini – che peraltro aveva appena finito di criticare la politica fatta “con i botta e risposta e i lanci di agenzia” – è subito accerchiata. Innanzitutto da quella che potrebbe diventare sua vice: “Altro che singoli casi giudiziari! – dichiara Daniela Santanchè – Qui si tratta di 10 milioni di italiani che in caso di condanna di Berlusconi rischiano di non avere più rappresentanza politica. Alla presidente della Camera Boldrini ricordiamo che Parlamento e istituzioni rappresentano quella democrazia che con ogni probabilità domani sarà mutilata. Proprio per il ruolo che riveste, lei dovrebbe essere preoccupata quanto noi”. Anche Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze della Camera, corregge la presidente parlando di “questione democratica massima” perché riguarda “l’agibilità politica di chi è stato scelto da 10 milioni di italiani”. “Mi chiedo – conclude Capezzone – se si sia di fronte a una gratuita offesa nei confronti di Silvio Berlusconi e della grande quota di elettori che lo ha indicato come riferimento e leader, o a una mancanza di comprensione di cosa sia davvero in gioco”. Insomma la Boldrini sembra “aver dimenticato ogni garantismo e ogni primato della democrazia”. Secondo Giuseppe Moles è “pomposo snobismo sia perché ormai è molto di moda nelle sedi del potere, sia perché assicura una gran bella fetta di notorietà”.

Fin qui troppo poco. Perché per Elvira Savino “vuol dire che non ha capito nulla della politica italiana degli ultimi venti anni. Qui c’è in gioco la democrazia nel nostro Paese che noi vogliamo difendere da chi vorrebbe utilizzare la magistratura per fini politici. Il presidente Berlusconi non è un singolo caso giudiziario, è il caso giudiziario. Prima come imprenditore e poi come politico Berlusconi ha dedicato la sua vita al bene dell’Italia ma il suo successo, evidentemente, è mal digerito da chi lo vorrebbe fare fuori dalla scena politica nei tribunali e non nelle urne, che continuano invece a tributargli sempre un grande consenso”. Ne fa una questione di “crisi delle istituzioni e della loro rappresentanza, di adeguatezza del ceto politico al ruolo e alle funzioni cui è chiamato” afferma Osvaldo Napoli. “Boldrini – ironizza Napoli – è un ‘singolare caso’ di presidente di Montecitorio”. “Tentare di sminuire una situazione grave che è sotto gli occhi di tutti non modifica la realtà dei fatti – puntualizza il vicecapogruppo Mariastella Gelmini – La presidente Boldrini dovrebbe ben saperlo. Far finta di non comprendere il peso della vicenda Berlusconi e derubricare il tutto a ‘singoli casi giudiziarì suona come una provocazione più inutile che politica”.