Non è facile sfatare i miti sull’Ue in ordine logico, perché questi miti logica non hanno e si nutrono invece di confusione e opacità, parlando alla pancia e non alla testa dei cittadini.

Ci provo lo stesso, come annunciato nel post precedente, e parto dal mito dei miti: la “burocrazia”, questa entità ectoplasmica indefinita causa di tutti mali – anche dall’espulsione dei dissidenti kazaki. In chiave europea si è addirittura coniato il neologismo “eurocrazia”, ovvero la burocrazia impersonata dai cosiddetti “eurocrati”.

Mi astengo dal cercare di definirla. Mi limiterò alle poche cose chiare che di questo ectoplasma sia dato di sapere.

1. L’eurocrazia costa moltissimo – e sono i nostri soldi di contribuenti europei!

Sorvoliamo sul fatto che, in chiave italiana, la maggioranza di chi pone questo argomento non si qualificherebbe come contribuente, e la minoranza restante paga per tutti.

Ovviamente ogni organizzazione (statale o internazionale o sovrastatale che dir si voglia) ha un bilancio e un’amministrazione per funzionare; e ogni amministrazione ha un costo.

Per sapere se questo costo è alto o meno, bisogna confrontarlo con costi confrontabili. Allora vediamo: innanzitutto, il bilancio dell’Ue è non solo piccolo, ma addirittura microscopico, e per di più da qui al 2020 non farà che ridursi. Guardate un po’ la grafica qui sotto per farvi un’idea (fonte di tutti i grafici in questo post: sito web del Parlamento europeo).

budget-ueQuindi state tranquilli: come contribuenti, contribuite in maniera enormemente superiore ai costi italiani che a quelli europei.

Inoltre, del mini-cubetto blu solo il 6% (sei per cento!) corrisponde a spese di amministrazione. Un nano-cubetto che comprende tutto, dall’interpretazione nelle riunioni alle traduzioni e pubblicazioni di tutte le leggi in tutte le ventidue lingue ufficiali, e ovviamente anche gli uffici, i salari e le pensioni di tutti gli eurocrati in tutto il mondo.

2. Un esercito di eurocrati!

Già, gli eurocrati: ma quanti sono per produrre tutta questa burocrazia con alacrità inaudita? Un esercito sicuramente!

Mah, non proprio. Siamo pochi, pochini, e sempre meno. Contando proprio tutti, a Bruxelles e nel mondo intero, in tutte le istituzioni Ue, arriviamo a un conteggio di 55.000 per più di cinquecento milioni di cittadini Ue. Da qui al 2018 la Commissione si ridurrà poi del cinque per cento, nonostante il numero crescente di cose da fare.

Tanti? Anche qui, tutto è relativo. Confrontati ad alcune amministrazioni cittadine, siamo molto, ma molto più efficienti!

eurocrati

3. Gli eurocrati costano per stipendi alti e privilegi!

No, non vi darò un numero magico, perché anche in questo caso bisogna confrontare il confrontabile. Allora guardiamo a qualche cifra sui funzionari nazionali (l’Italia non è in questo grafico, il che spero contribuirà a rendere la lettura meno di pancia e più di testa).

stipendi-funzionari-ueLa tabella qui sopra non è peraltro aggiornata: una nuova riforma è in corso, lacrime e sangue per i maledetti “eurocrati” che, anche se costano poco e quindi non possono essere tagliati per generare risparmi sensibili, almeno devono dare il buon esempio! 

Quanto ai privilegi, quelli che normalmente ci si rimproverano (non pagare l’Iva, non pagare altre tasse eccetera) non si applicano ai funzionari Ue ma ai funzionari nazionali con statuto diplomatico. Altri (viaggi di lavoro in business class, regali di fine anno…) sono scomparsi da anni o decenni.

Per questo giro chiudo qui; vorrei solo togliermi un sassolino dalla scarpa rilevando che tra i principali fautori dei tagli a stipendi e pensioni degli eurocrati figurano i funzionari di sua Maestà la Regina Elisabetta, i quali però godono di condizioni ben migliori delle nostre, anche pre-riforma (vedi tabella qui sopra): il salario più alto è 21.700€ in Uk contro 16.000€ in Ue; il loro contributo alla pensione è solo del 3,5%, mentre noi contribuiamo con l’11,6%; ogni anno loro accumulano il 2,3% dei diritti pensione, noi solo l’1,9%; e se andiamo entrambi in pensione alla stessa età, noi ci andiamo con il 70% dell’ultimo stipendio, loro con il 75% dello stipendio più alto!

Cari colleghi britannici, predicate bene e razzolate male. Un po’ di onestà intellettuale, ogni tanto, sarebbe benvenuta.

Disclaimer: Come riportato nella bio, il contenuto di questo e degli altri articoli del mio blog è frutto di opinioni personali e non impegna in alcun modo la Commissione europea.