Sono morti fra le fiamme e sotto una pioggia di proiettili. E’ una furia che non conosce limiti, quella degli estremisti islamici e che si è abbattuta contro una scuola a Mamudo nel nord est della Nigeria, causando morte, sangue e distruzione fra studenti e professori. Una quarantina le vittime, 29 delle quali sono solo ragazzi della scuola superiore. Tra gli altri morti si contano un insegnante e personale dell’istituto.

L’attacco alla scuola non è ancora stato rivendicato, ma fonti della sicurezza e testimoni locali puntano il dito contro la setta fondamentalista dei Boko Haram, molto attiva in queste aree del Paese. Nella loro lotta contro la cultura occidentale, gli jihadisti prendono di solito di mira come loro obiettivi le chiese e gli edifici religiosi, le forze della sicurezza e l’esercito. E in mezzo a questa ‘guerra’ sono molti i civili che rimangono vittime delle violenze degli estremisti. Ma l’assalto di sabato rientrerebbe nei disegni della setta, assetata di sangue e soprattutto di vendetta, in particolare dopo un recente raid militare condotto nella città di Dogon Kuka e dove sono morti 22 integralisti.

Testimoni dell’assalto parlano di “scene raccapriccianti”, con “gente che piangeva e con profondi tagli e bruciature sul corpo”. Testimonianze confermate anche dai medici che hanno parlato di cadaveri con ferite di arma da fuoco e ustioni. Poco chiara la dinamica dell’attacco, ma alcuni sopravvissuti hanno raccontato che un gruppo di uomini armati, dopo avere fatto irruzione nella scuola, ha raggruppato studenti e professori all’interno di un dormitorio, e poi hanno lanciato contro di loro degli esplosivi e aperto il fuoco.

Sangue e fiamme anche nello Stato di Benue nel centro della Nigeria, dove ieri almeno 20 contadini cristiani dell’etnia Tiv sono rimasti uccisi in un attacco contro il loro villaggio da parte di pastori Fulani armati, in maggioranza musulmani. “Diverse abitazioni sono state date alle fiamme”, ha affermato il portavoce della polizia dello Stato, Daniel Ezeala, aggiungendo che sul posto sono state dispiegate forze della sicurezza per restaurare l’ordine. I conflitti tra allevatori nomadi e agricoltori stanziali sono frequenti in questa regione della Nigeria che divide il nord a maggioranza musulmano dal sud cristiano e animista. Gli scontri sono generalmente provocati da rivalità legate al controllo della terra e del bestiame. Le violenze legate ai diritti di pascolo sono frequenti nel Paese africano e nelle regioni centrali si sovrappongono spesso alle tensioni fra cristiani e musulmani.  Dal 2010 a oggi, un numero imprecisato di studenti sono rimasti uccisi e dozzine di scuole sono state bruciate, nelle violenze degli estremisti.