E’ prevista per lunedì prossimo la fine dell’udienza preliminare a carico di Sabina Began, “l’ape regina” delle feste di Arcore e di altre sei persone, tra cui i fratelli Gianpaolo e Claudio Tarantini, coinvolti nell’inchiesta sulle scort portate a casa di Berlusconi tra settembre 2008 e maggio 2009. Per la Began c’è il rischio di un rinvio a giudizio per induzione alla prostituzione. E agli atti potrebbero finire anche le recenti segnalazioni della Banca d’Italia su un sospetto passaggio di denaro da 1,4 milioni di euro fatto con bonifico bancario da Berlusconi alla Began, poco dopo la chiusura indagini sulle escort. Carte che potrebbero essere giunte alla Procura di Bari solo qualche giorno fa, a una settimana dalla sentenza.

Ma che Sabina Began abbia ricevuto “aiuti” e “regali” dall’ex presidente del Consiglio, non è certo una novità. Negli atti depositati nel settembre 2011 ci sono alcune intercettazioni tra Gianpaolo Tarantini e l’ex direttore dell’Avanti Valter Lavitola, in cui l’imprenditore barese dice che “Sabina è sistemata tutta la vita, se vedi la sua casa dici non è possibile, perchè sembra la casa di Onassis”.

Il giudice Ambrogio Marrone deciderà tra due giorni se ci siano i presupposti per processare lei e le altre sei persone imputate con le stesse accuse. Oltre Sabina Began e i fratelli Tarantini, rischiano il rinvio a giudizio le attrici Letizia Filippi e Francesca Lana, gli amici e soci in affari di Tarantini, Pierluigi Faraone e Massimiliano Verdoscia. Lunedì il gup deciderà anche sulla richiesta di condanna a un anno e 4 mesi di reclusione nei confronti dell’unico imputato che ha scelto il rito abbreviato, l’avvocato Salvatore Castellaneta.