Reclutamento della prostituzione in più di 20 episodi: con questa accusa il Tribunale di Bari ha condannato a 7 anni e 10 mesi Gianpaolo Tarantini e a 16 mesi Sabina Began, ‘l’ape regina’ delle feste organizzate dall’ex premier Silvio Berlusconi. I due sono tra i 7 imputati del processo ‘Escort‘ accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere e prostituzione. Condanne anche per Massimiliano Verdoscia (3 anni e sei mesi) e Pierluigi Faraone (due anni e sei mesi). Assoluzione, al contrario, per Letizia Filippi, Francesca Lana e Claudio Tarantini, fratello di Giampi.

I giudici, nel formulare la sentenza (arrivata dopo 5 ore di camera di consiglio), non hanno riconosciuto il reato di associazione a delinquere e hanno rispedito al mittente le richieste di risarcimento danni da parte di chi si è costituito parte civile, prima fra tutte Patrizio D’Addario, la escort barese da cui tutto lo scandalo delle cene eleganti è partito nel 2009. Non solo. Il tribunale di Bari, infatti, ha anche trasmesso gli atti alla procura per l’eventuale esercizio dell’azione penale nei confronti di Silvio Berlusconi (non imputato in questo processo) ai sensi dell’articolo 377 del Codice penale (intralcio alla giustizia). E’ probabile che questa ipotesi si riferisca alla mancata presentazione in aula della testimone Barbara Guerra, chiamata ripetutamente ma mai presentatasi in udienza nonostante i ripetuti ‘appelli’ della Corte. Anche per altri testi la Corte ha trasmesso gli atti alla Procura con l’ipotesi di falsa testimonianza: si tratta di Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone, Roberta Nigro, Ioana Visan, Barbara Montereale e Dino Mastromarco, l’ex autista di Gianpaolo Tarantini.

Accolta in pieno, quindi, la tesi accusatoria dei pm, secondo cui Gianpaolo Tarantini (per cui erano stati chiesti 8 anni di carcere) ha organizzato il giro di escort a favore dell’ex premier per “corteggiarlo” con l’obiettivo di entrare nel suo cerchio magico sfruttando il suo “lato debole”. Di questo disegno, Massimiliano Verdoscia e Pierluigi Faraone sono stati i “referenti operativi dell’organizzazione” insieme a Sabina Beganovic (la richiesta, per lei, erano tre anni di reclusione). Le accuse, a vario titolo, erano di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento, favoreggiamento e induzione alla prostituzione. L’invio di donne nelle residenze dell’allora capo del governo affinché si prostituissero era finalizzato ad una serie di obiettivi: Tarantini voleva candidarsi con Forza Italia alle elezioni europee del 2009 e, attraverso Berlusconi, voleva fare affari con la Protezione civile e Finmeccanica. Progetto che però franò dopo la perquisizione eseguita dalla Gdf su disposizione della magistratura barese.

Malore per Patrizia D’Addario: “Ora non mi resta che il suicidio”
Dopo la lettura della sentenza, da segnalare la reazione di Patrizia D’Addario: “Non mi resta che il suicidio, ditelo” ha detto la escort barese dopo che il Tribunale di Bari non ha riconosciuto alcun risarcimento dei danni alle parti civili, tra cui la stessa D’Addario. Fuori dall’aula la donna ha pianto a dirotto davanti alle telecamere spiegando che si aspettava un risarcimento dei danni. Poi ha accusato un malore ed è svenuta nel cortile della sede giudiziaria di via Nazariantz. Ad assisterla c’era il suo legale, l’avvocato Fabio Campese a cui ha anche affidato una lettera. Nel cortile è giunta un’ambulanza sulla quale la donna è stata caricata e tra poco verrà trasportata in ospedale. “Sono molto delusa, chi crescerà i miei figli?”, aveva detto poco prima del malore ai giornalisti.

Giampaolo Tarantini: “Pena davvero molto alta. Berlusconi? Uomo buono che mi ha dato una mano”
“Sono sconvolto e dispiaciuto per come è andata, credo che la pena sia davvero molto alta” ha detto Gianpaolo Tarantini dopo aver ascoltato il pronunciamento della sentenza. Sulla decisione dei giudici di restituire gli atti alla procura perché valuti la posizione di Silvio Berlusconi per intralcio alla giustizia, Tarantini ha commentato: “Berlusconi è una persona buona e generosa, quando sei in difficoltà ti dà una mano, come è successo a me, ma non mi ha mai chiesto di mentire”. “Se c’è una cosa che nella mia vita ho sempre rispettato sono le donne – ha detto – figuriamoci se avrei mai fatto quello di cui mi accusano, obbligarle a prostituirsi”. Ricordando quelle serate, Gianpi ha sottolineato che “chiunque, uomini e donne, mi chiedevano di partecipare alle festa a casa di Berlusconi o almeno di conoscerlo, perché Berlusconi non è solo un politico, è un mito”. A quasi otto anni da quei fatti, Gianpaolo Tarantini ha ammesso: “Non ero pronto a tutto questo, ma col tempo ho imparato a capire che quando c’è il nome di Berlusconi tutto è amplificato e gonfiato in maniera incredibile”.

Avvocato Tarantini: “Ci hanno dato ragione. Leggeremo sentenza e la impugneremo”
“La sentenza ha dato ragione alla difesa sui temi più importanti di questo processo: non è stato riconosciuto il risarcimento del danno alle costituite parti civili, non sono state riconosciute l’associazione e le ipotesi di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione”. Lo ha detto l’avvocato Nicola Quaranta, difensore di Gianpaolo Tarantini, condannato a 7 anni e 10 mesi di reclusione per più di 20 episodi di reclutamento della prostituzione. “Leggeremo le motivazioni – ha detto ancora il legale – è una sentenza complicata, a seguito di un dibattimento altrettanto complicato”. “La condanna per Tarantini è pesante, quindi – ha aggiunto il legale – noi affronteremo le argomentazioni giuridiche relative alla figura del reclutamento, da subito confessato dal mio assistito negli interrogatori resi alla magistratura barese, e soprattutto alla concessione delle attenuanti generiche che, se accolte in appello, avranno una incidenza notevole sulla determinazione della pena”.