Il Partito democratico si è ricompattato sulla questione F35, con il voto unanime a una mozione che impegna il governo a “non procedere a nessuna fase di acquisizione” dei caccia “senza che il Parlamento si sia espresso ai sensi della legge 244/12” . Ma alla Camera non tramonta, intanto, l’ipotesi di arrivare ad una mozione unitaria della maggioranza.

I partiti sono ancora spaccati: il Pd ha approvato il suo testo e il Pdl ha messo a punto una sua mozione pronta per essere presentata. Sulla carta, tra l’altro, la mozione con i soli voti del Pd, 293, non avrebbe i numeri per passare. E così quella sottoscritta da Sel, M5s e alcuni deputati democratici. Su questa diversi esponenti Pd al momento del voto potrebbero uscire dall’Aula. Nessuno si alza però dal tavolo delle trattative e per questo il voto alla Camera sulla mozione di Sel e M5s che chiede la sospensione del programma degli F35 potrebbe slittare, proprio per assecondare la ricerca di un punto di equilibrio e visto l’ostruzionismo in Aula della Lega. 

Il nodo resta quello degli impegni già sottoscritti dal nostro Paese e, quindi, della sospensione delle acquisizioni degli F35, prevista nella mozione Pd. Porta sbarrata, però, dal Pdl. Qualche punto in comune c’è, come la necessità di dare un segnale al Paese in questa fase difficile e il principio, fissato per legge, di parlamentarizzare le politiche di Difesa. Restano alcune sfumature sull’indagine conoscitiva, prevista dal partito democratico, sugli strumenti di Difesa: il Pdl non è concettualmente contrario ma ritiene debba essere di carattere ampio e non limitata alla sola questione degli F35.   

I deputati del gruppo di Sel sono arrivati alla Camera indossando tutti il fazzoletto della pace. C’è chi l’ha infilata nel taschino, altri al polso o al braccio, alcune deputate al collo.