Ma Bersani non è rimasto in Africa a smacchiare i giaguari?”. Neanche il tempo di cominciare l’intervista e Flavio Briatore traccia di sua sponte il profilo dell’ex segretario del Pd, che “mi usa come un modello negativo per prendersela con Matteo Renzi”: un “vecchio comunista che non ha capito che il mondo è cambiato, che ci sono i tweet e la banda larga. Uno che pensava di aver stravinto, era a 30 metri dal traguardo, con due minuti di anticipo sugli altri, e invece di tirare la volata finale si è fermato, compiaciuto, a farsi fotografare dai paparazzi. Pareggiare era un’impresa, ma lui ce l’ha fatta.

Se l’è presa per quello che ha detto Bersani, Briatore?
Mi dà fastidio. Lui e gli altri politici sono degli sfigati, nel senso letterale del termine. Gente che manteniamo daquando sono nati. Pensano solo a salvaguardare il loro stipendio da 15 mila euro al mese perché sanno bene che sul mercato ne valgono 1500, al massimo.

Bersani ha detto: “Renzi leader del Pd? E che cosa pensa di fare, di iscrivere Briatore e gente così?”
Renzi è uno normale. E detto di un politico questo è già un super complimento. Ho già detto che lo voterei.

Anche a costo di iscriversi al Pd?
(Ride) Sa che le dico? Sì. Così faccio un favore a Bersani.

Co s ’è che le piace del sindaco fiorentino?
È uno open minded, che ascolta e recepisce. Quando siamo andati a lunch insieme non abbiamo parlato solo di campi da golf, ma anche di come incentivare il turismo, che è l’unica risorsa che ci è rimasta. L’anno scorso ho portato Leonardo DiCaprio a Pompei, volevo fargli fare un giro in elicottero, ma mi hanno detto di no per via delle vibrazioni. Poi siamo andati a piedi e c’erano i cani che facevano la pipì nei siti archeologici. Non ci arrivano.

E Renzi ci arriva?
Lui è l’unica speranza vera.

Renzi delfino di Briatore? In cosa vi assomigliate?
Non facciamo chiacchiere: siamo uomini del fare, tutti e due. Io ho sempre ottenuto risultati, ho vinto 7 mondiali e do lavoro a un sacco di gente. E Renzi lo vedo come il futuro leader del Paese. A patto che si cambi la Costituzione.

Quale parte?
Il premier deve avere molto più potere, altrimenti non concluderà mai niente. E poi bisogna modificare la legge elettorale: ora destra e sinistra sono insieme al governo eppure non fanno niente. Però quando c’è da tagliare le pensioni si mettono d’accordo subito.

Lei rappresenta un mondo lontano dalla sinistra: pensa che Renzi avvicinandosi a Briatore perda voti?
Al contrario: quelli che odiano me e la gente come me non voterebbero comunque per Renzi. Sono le vecchie mummie della sinistra vera. Invece il sindaco può pescare tra l’elettorato sia di Berlusconi sia di Grillo. A patto, però, che la smetta di giocare e si decida: o fa il primo cittadino o guida il Pd.

A proposito, cosa pensa dei Cinque Stelle?
Ormai hanno capito tutti che tipi sono, più interessati ai buoni pasto che alla politica. Grillo poi non si è accorto che la campagna elettorale è finita: parla da solo, nelle piazze che ormai sono vuote. La gente non ne può più.

Anche il suo amico Berlusconi però non è messo troppo bene: alle comunali il Pd ha vinto ovunque.
Silvio lo danno sempre tutti per morto e non è mai vero. In questo periodo è tranquillissimo. E poi contano solo le elezioni nazionali, perché quando la gente vota per il sindaco le dinamiche sono diverse, conta di più il rapporto diretto con i candidati che non il leader di partito. E, ripeto, quello è il metodo vincente: io voglio poter votare chi mi pare anche alle Politiche, e poi, se fa male, mandarlo a casa. Sarebbe gravissimo se non cambiassero la legge elettorale. Avrebbero anche l’appoggio completo del presidente della Repubblica.

Cos’ha pensato quando hanno rieletto Giorgio Napolitano?
Boh. Mi è sembrato tragico che sia dovuto rimanere. Non aver trovato un candidato valido è stata una sconfitta della politica. E del Pd. E soprattutto dell’amico Bersani, quello che se la prende con Briatore.

Twitter: @BorromeoBea

Da Il Fatto Quotidiano del 14 giugno 2013