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I trombati parcheggiati ai vertici degli Enti ambientali: così falliscono le politiche green di destra e sinistra

È il primo dei punti di incomunicabilità con le giovani generazioni che, al contrario e lucidamente, ritengono l’emergenza ambientale un grande problema
I trombati parcheggiati ai vertici degli Enti ambientali: così falliscono le politiche green di destra e sinistra
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Ciò che sto per dire è dettato dalla convinzione profonda che il fallimento di ogni politica ambientale del centrodestra ma anche dei governi precedenti è avvenuto perché non c’è mai stata consapevolezza sulla necessità di affidare ai più competenti, alle migliori menti, un ambito complesso e politicamente delicato come è la questione ambientale ed energetica.

Si è voluto inficiare ogni organismo di controllo e di tutela con trombati politici, fidati personaggi di partito e ogni sorta di improbabili figure che hanno devastato e portato sull’orlo del dissesto vecchi e nuovi presidi ambientali ormai snaturati e inutili.

Si pensava che il repulisti di competenze e merito non toccasse gli Istituti di ricerca dove è logico predisporre chi scientificamente può garantire un lavoro qualificato. Ma anche lì, l’ultima nomina all’Ispra vede Maria Alessandra Gallone, parlamentare di Forza Italia, occupare la poltrona di presidente. Un declino che fa inorridire, visto che questi istituti fanno muovere milioni di euro di commesse e che dà l’idea di quanto poco sia sentita la crisi ambientale che ci sta investendo in questa prima parte del nuovo secolo.

Gli stessi partiti di sinistra che avrebbero dovuto difendere la meritocrazia e la questione ambientale dimostrano, in tutti e due i versanti, una certa difficoltà a contrastare la deriva populista e propagandistica di questa destra, con idee e progetti che valorizzino anziché mortificare le politiche ambientali e il patrimonio naturale protetto del nostro Paese.

Del Partito democratico sappiamo bene. Conosciamo la fatica di chi, all’interno del partito, ha portato avanti le argomentazioni degli ambientalisti e le istanze ecologiste e che ha vissuto momenti di sconforto e di scoraggiamento per i tanti tentennamenti, stop and go, negazionismi, respingimenti e avanzamenti a seconda di chi in un certo momento “dava le carte”. Per anni gli ecodem hanno tentato di dare al Partito una accelerata in senso ecologista, ma oggi appare chiaro che i Democratici continuano a pensare e agire a prescindere e senza tener conto della questione ambientale.

E’ un fatto, purtroppo. Ed è il primo dei punti di incomunicabilità con le giovani generazioni che, al contrario e lucidamente, ritengono l’emergenza ambientale un grande problema, tra i primi a coinvolgere l’intero pianeta. Se i nostri politici “di prima fascia” non comprendono questo, non riusciremo mai a intercettare un mondo giovanile radicale ed escludente per chi vuole dare “un colpo al cerchio e uno alla botte”. E’ una politica cieca, con il prosciutto sugli occhi, comune sia a destra che a sinistra, una politica fatta anche di uomini e donne che si sentono adatti ad ogni stagione e ad ogni poltrona pubblica. Che non fanno mai un passo indietro in nome di: “non ho le competenze”!

Prendiamo come esempio la Sardegna. Una Regione che ha buona parte del suo territorio protetto da vincoli di legge. Tre importanti Parchi nazionali, tra mare e terra, polmoni verdi e azzurri di biodiversità e specificità naturalistiche. Un patrimonio da curare, tutelare, ma anche rendere fruibile ad un turismo consapevole e sostenibile come quello che oggi gira il mondo.

Questo grande progetto, fiore all’occhiello della Regione, sta naufragando sotto i colpi di una politica governativa che ha individuato negli Enti gestori di questi Parchi il parcheggio ben remunerato di trombati (soprattutto ex sindaci, ex consiglieri, ex amministratori locali senza più incarichi), figuri di dubbia competenza, molto millantata e poco veritiera, ogni specie di politici per ogni stagione e per ogni argomento.

Un disastroso scivolamento verso il fallimento di un’esperienza che ha dato all’Italia nel secolo scorso la patente del più importante sistema naturale protetto d’Europa. Sono stati prosciugati dal di dentro tutti i massimi vertici di questo sistema, perché persone sbagliate nei posti sbagliati portano progetti sbagliati e mancanza di visione. Non c’è che dire: un capolavoro!

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