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Saluto fascista sulle note di ‘Giovinezza’, si dimette il vicesindaco del paese di Sandro Pertini

Le scuse di Maurizio Donati: "Gesto deplorevole e goliardico". Anpi: "Fatto gravissimo, istituzioni rispettino la Costituzione antifascista". La clip con il braccio teso diffusa sui social
Saluto fascista sulle note di ‘Giovinezza’, si dimette il vicesindaco del paese di Sandro Pertini
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Il saluto fascista durante un ballo è costato le dimissioni al vicesindaco di Stella, paesino ligure in provincia di Savona, che diede i natali a Sandro Pertini, partigiano ed ex presidente della Repubblica. Il gesto di Maurizio Donati era stato immortalato in un video diffuso sui social, dove si vedeva il viceosindaco danzare sulle note di ‘Giovinezza’. Dopo un confronto con il sindaco Andrea Castellini, sono giounte le scuse e le dimissioni del numero due del municipio. La notizia, anticipata dal Secolo XIX e dalla Stampa, ha innescato la reazione dell’Anpi savonese, che definisce il video “un fatto gravissimo, soprattutto perché ad opera di un amministratore che dovrebbe rispettare le istituzioni che rappresenta e interpretare il suo ruolo nel rispetto della Costituzione antifascista”.

Donati si è rammaricato per il braccio teso, un gesto “assolutamente deplorevole” e “goliardico“: “Non intendo nascondermi dietro a scuse di circostanza, cosa che non ho mai fatto nei miei 25 anni di amministrazione di questa comunità. L’amarezza e il dispiacere per aver preso parte a un gesto così goliardico sono profondi, amplificati soprattutto dalla consapevolezza del ruolo istituzionale che ho l’onore di ricoprire. Per questo motivo, agendo con la massima onestà intellettuale e per rispetto nei confronti dei cittadini e delle istituzioni”, Donati ha comunicato la decisione di rassegnare le dimissioni immediate dalla carica di vicesindaco, sostenendo che non rispecchia le sue idee politiche né i suoi valori. Un atto “doveroso – ha concluso – prima che le mie azioni personali possano in alcun modo creare instabilità all’amministrazione comunale e al Comune che abbiamo l’onore di rappresentare. La tutela delle istituzioni deve sempre venire prima dei singoli”.

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