“Noi dobbiamo insistere sull’Iva, sull’Imu, sui giovani. E dobbiamo costringere il governo a fare uno strappo serio con le politiche recessive attuate finora. Ma non sarà facile perché questo è un governo dei pavidi”. Silvio Berlusconi, in un colloquio privato con un parlamentare del Pdl, spiega la sua insofferenza nei confronti dell’esecutivo di larghe intese, nel momento in cui, anche fresco di sconfitta alle amministrative, il centrodestra punta a riacquistare il consenso intestandosi “le battaglie su tasse e lavoro”. Un avvertimento che arriva a pochi giorni dalla sentenza della Corte Costituzionale sul caso Mediaset. E anche il vice premier Angelino Alfano ribadisce il concetto con un richiamo a Letta: “Imu e Iva sono la nostra bandiera. Siamo al governo per liberare i cittadini dall’oppressione fiscale”. 

LA BATTAGLIA DELL’IVA – I protagonisti sono il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni e Flavio Zanonato, che a più riprese hanno fatto sapere che le risorse sono scarse per evitare l’aumento previsto. Parole che hanno creato malumori all’interno della maggioranza e che hanno infastidito anche i democratici. “Saccomanni non può limitarsi a dire che non ci sono le coperture. Deve inventarsi qualcosa. Questo non è un governo tecnico. È un atteggiamento inaccettabile, tanto valeva tenersi Grilli e il govero Monti“, diceva giovedì sera un importante dirigente del Pd, secondo quanto riporta Repubblica. Ma a smorzare le tensioni è il ministro della Difesa Mario Mauro che ai microfoni di Radio Anch’io insiste sull’unità del governo che ha il compito di “individuare la strada perchè regga la maggioranza e regga l’economia del Paese” e che, precisa, resterà compatto sulla questione Iva. Per Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera, “tutti siamo d’accordo che l’Iva non andrebbe aumentata e che la tassa sulla prima casa dovrebbe essere modulata diversamente, esentando le famiglie a reddito medio basso. Ma, come ci ricorda il ministro Saccomanni, queste operazioni non sono a costo zero per i conti dello Stato: servirebbero, secondo le ultime stime, almeno otto miliardi”. Quindi, prosegue, “è necessario, poichè le risorse sono limitate, operare interventi selettivi e mirati per affrontare e risolvere questa pluralità di problemi”.

LA STRATEGIA PDL – L’obiettivo del Pdl, che dimostra così di stare “al governo ma anche all’opposizione”, è quello di “ricomporre i legami con la sua tradizionale, per quanto delusa, base sociale”, che comprende anche quella che all’assemblea di Confcommercio qualche giorno fa ha contestato il ministro dello Sviluppo nel momento in cui ha cominciato a parlare proprio dell’aumento dell’Iva. “Vorrei essere qua per dire che non la aumenteremo ma non è che non voglio – ha detto -, non lo non posso al momento fare. La decisione di aumento non è stata presa dal mio governo, il corrispondente gettito dall’incremento è già dentro il bilancio”. Dall’altra parte, il ministro del Tesoro, infatti, nei giorni scorsi ha detto al Senato che “la situazione mostra dei segni che non sono precisamente incoraggianti, c’è un quadro peggiore, non solo una decrescita ancora seria, ma anche dati negativi per quanto riguardano il gettito delle imposte e anche dell’Iva”.

LE MINACCE DI BRUNETTA E ALFANO – Un quadro di risorse limitate che innervosisce anche Renato Brunetta. Il capogruppo del Pdl alla Camera va all’attacco:  “Le risorse si troveranno. L’Iva non aumenterà, così come sarà eliminata l’Imu per la prima casa. Siamo sicuri che Letta manterrà gli impegni e che dirà una parola di chiarezza. I ministri tecnici servono a questo: a risolvere i problemi”. Gli fa eco il vice presidente del consiglio Angelino Alfano: “Ci battiamo e ci batteremo per eliminare l’Imu sulla prima casa e per evitare l’aumento dell’Iva. Non è un capriccio ma l’obiettivo che ci siamo dati. Siamo al governo – ha spiegato Alfano – per liberare i cittadini dall’oppressione fiscale. Ora attendiamo che il ministro dell’Economia completi il proprio lavoro, con la ricognizione sulle fonti di copertura per compensare queste spese e al termine esprimeremo il nostro giudizio”.

FASSINA: “STIAMO RAGIONANDO” – Anche dal Pd si cercano strade alternative. “Sull’Iva stiamo ragionando ad alcune soluzioni“, afferma il viceministro all’Economia Stefano Fassina. “Ad esempio -ha proposto Fassina- se aumentassimo di circa 15 miliardi il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese e lo facessimo per debiti di spesa correnti che non hanno un effetto sull’indebitamento, pagando entro il secondo semestre dell’anno, potremmo utilizzare l’Iva che ne viene per spostare almeno fino al 1 gennaio 2014 l’aumento dell’Iva previsto a luglio”, ha concluso.

“Poche idee ma confuse” è il commento di Nichi Vendola dai banchi dell’opposizione: