Il Comune di Ferrara vende le azioni Hera. L’annuncio a sorpresa viene dato da sindaco e assessore al bilancio. Si parla di un ricavo previsto tra i 7,5 e gli 8,5 milioni di euro. Che andranno ad abbattere il debito comunale.

Ferrara prende esempio così da Modena (cui spetta la primogenitura dell’idea varata nell’ottobre del 2010 su 11.872.804 azioni) e Cesena (che proprio il mese scorso ha individuato le proprie azioni alienabili). Manca ancora la delibera da portare in giunta, che verrà licenziata il 3 giugno. Mettendo in conto lo scontato via libera del consiglio comunale, per l’autunno l’operazione sarà cosa fatta. Nei dettagli, le azioni attualmente possedute dall’amministrazione sono 30.558.920, di cui circa l’80% (circa 24,2 milioni di azioni) sono in capo alla Holding Ferrara Servizi, a sua volta posseduta al 100% dal Comune di Ferrara. Il rimanente 20% (circa 6,3 milioni) è detenuto direttamente dal municipio. “Di queste azioni – annuncia il sindaco Tiziano Tagliani -, 5.012.960 (pari al 16,40% del totale) sono svincolate dal patto di sindacato e oggi ne autorizziamo la vendita sul mercato libero”. Per poter dare il via libera all’alienazione delle restanti azioni si dovrà attendere in alternativa o la scadenza del patto di sindacato (seconda metà del 2014) o la vendita preventiva ma solo in capo agli altri enti pubblici soci del patto, che vantano il diritto di prelazione.

“L’incasso previsto – fa i conti l’assessore al bilancio Luigi Marattin – è compreso tra i 7,5 milioni e gli 8,5 milioni di euro. Prudenzialmente la variazione di bilancio viene fatta per 7,8 milioni di euro. Se le azioni fossero venduta stamattina, all’attuale prezzo di Borsa, l’incasso totale sarebbe pari a 8,2 milioni di euro”.

Che fine faranno questi soldi? “L’intero importo verrà destinato all’ulteriore riduzione dello stock di debito – anticipa Tagliani -.  Grazie a questa operazione, alla scadenza del nostro mandato il debito comunale sarà decurtato di 50 milioni”. Pallottoliere alla mano, a partire dal 1° gennaio 2009, il debito per le casse municipali passa dai 167 milioni di euro di inizio legislatura ai 117 con cui si conta di chiudere l’attuale esercizio.

Un fiore all’occhiello per la giunta Pd, spesso accusata dalle opposizioni di essere succube di Hera. In pochi anni la multiutility si era aggiudicata a prezzo vantaggioso l’intera rete ferrarese del gas – ex Agea Reti – e aveva smantellato il laboratorio acque di Pontelagoscuro, solo per segnalare i casi più eclatanti. Ora questa decisione politica, “che non va a toccare in maniera sensibile – puntualizza Tagliani – il nostro potere contrattuale con Hera”. La percentuale estense passa da uno già striminzito 2,7% al 2,3.

Tutto ossigeno invece per il bilancio cittadino. “Nel 2014 il peso del debito sulla parte corrente del bilancio – sottolinea Marattin -, vale a dire le risorse che vengono sottratte alla spesa sociale, alla scuola, alla manutenzione pubblica e alla spesa per assessorati, sarà approssimativamente pari a circa 11,9 milioni di euro (compreso il derivato). Nel 2011 tale spesa è stata pari a 18.224.478 di euro. In conclusione, in tre anni i cittadini ferraresi hanno risparmiato più di 6,3 milioni di euro”.

A riprova della bontà dell’operazione sindaco e assessore producono un grafico del titolo Hera dal giugno 2011 ad oggi. L’impennata favorevole nell’ultimo mese è evidente. Come d’altronde lo era due anni fa, quando Progetto per Ferrara, la lista espulsa dal Movimento 5 Stelle, ne aveva propugnato la vendita. “Pur ammettendo un valore di azione equivalente – ipotizza Marattin – possiamo dire che forse, e sottolineo forse, avremmo potuto avere un guadagno equivalente. Ma la notizia è la prossima riduzione del debito, non le polemiche in consiglio comunale. E la riduzione del debito non è un feticcio come i pronostici di Borsa, è qualcosa di tangibile, che i cittadini potranno toccare con mano”.