“Houston, abbiamo un problema. Di cresta. Ebbene, va ammesso. Un piccolo gruppo di parlamentari non vuole restituire la parte rimanente delle spese non sostenute”. Con queste parole Beppe Grillo interviene sul suo blog a proposito della restituzione della parte non rendicontata dei rimborsi forfettari assicurati ai parlamentari. L’affaire diaria in casa M5S, quindi, continua e il leader, prima di intervenire sul suo sito, aveva già fatto un duro intervento stamattina con i giornalisti: “Con 3 mila euro puoi viverci se le spese le rendiconti tutte. E’ una condizione che non può essere mutuata”. Così, in meno di 24 ore, sono tre le prese di posizione dell’ex comico per spingere i “suoi” parlamentari a restituire la parte non rendicontata dei rimborsi forfettari pagati dallo Stato a ogno deputato o senatore. “Credo che decideranno. Chi vuole restituire la diaria, la restituirà, chi non vuole si prenderà le sue responsabilità, perché è una cosa che abbiamo deciso, abbiamo firmato dei documenti. E’ una condizione che non può essere mutuata, di un contratto di comportamento firmato da tutti”.

Ieri pomeriggio il leader M5S aveva incontrato gli eletti ed era stato chiaro: “Metteremo in rete i nomi di chi si tiene i soldi. Non si fa la cresta su ciò che non è rendicontato”. L’annuncio di una black list aveva spinto lo staff del Movimento a frenare le parole del leader: “Decide l’assemblea, ogni decisione è stata rinviata. L’assemblea deciderà e sarà sovrana”. Una querelle nata a inizio settimana quando si è diffusa la notizia di un sondaggio interno tra i parlamentari proprio sull’obbligo di restituzione della parte eccedente di rimborso rispetto alle spese rendicontate. Il 48% di loro si sarebbe espresso contro l’obbligo di restituzione, lasciando la scelta discrezionale ai singoli.

A poche ore dalle ripetute dichiarazioni sulla condotta dei parlamentari, sul blog è dunque comparso un post sull’argomento: “Ieri ho parlato con loro alla Camera anche di questo. Alcuni, pochi, non erano convinti. Per un MoVimento che ha rinunciato a 42 milioni di euro di finanziamenti elettorali, (né Capitan Findus Letta, né Al Tappone ci hanno minimamente pensato, in cambio hanno preso per il culo gli italiani con una raffica di dichiarazioni) che si è decurtato lo stipendio (nessun altro gruppo parlamentare lo ha fatto) e ogni mese destinerà circa 350.000 euro risparmiati a una onlus o a un fondo di solidarietà, una differenza di poche migliaia di euro trattenute da qualche parlamentare potrebbe sembrare un peccato veniale, qualcosa su cui sorvolare. Ma non lo è, per rispetto verso gli attivisti e gli elettori. Si discute infatti di un principio, l’aderenza a patti liberamente sottoscritti e l’adesione all’etica del MoVimento. Nessuno ci farà sconti. Il Paese ci osserva. Ci premierà per la nostra coerenza o ci punirà per i nostri errori”.

Nell’incontro mattutino con i giornalisti Grillo aveva risposto a domande su vari temi, da Berlusconi al “dossieraggio”, da Enrico Letta alle comunali di Roma.

“B. SENATORE A VITA? OK, POI FUORI DAI COGL…” –  ”Berlusconi vuole fare il senatore a vita? Lo faccia, ma poi se ne vada e si tolga dai coglioni. Se è perseguito vada ad Antigua. E’ una persona che è ormai una salma, continua ad andare in tv con il phard, trucco e lucette non dovrebbe neanche essere stato candidato, ma rinchiuso. In un paese normale sarebbe già in galera”.

GRILLO, QUI CI GIOCHIAMO UN SACCO DI CHANCE – “A Roma ci giochiamo un sacco di chance”. La corsa per il primo cittadino che vede candidato nella capitale Marcello De Vito “ha un ruolo chiave, se non becchiamo qua, dove la politica tradizionale ha fatto un disastro, ha fallito…”. Grillo poi rimprovera i cronisti per il trattamento riservato ai 5 Stelle. “Noi non siamo un partito, siamo una cosa diversa. Siete voi a sbagliare approccio dipingendoci come dei dilettanti allo sbaraglio”.

LA BATTUTA AI CRONISTI: “ATTENTI AI DOSSIER, LI FAREMO ANCHE NOI” – “E’ bellissimo sapere che fate dei sondaggi, ora li faremo anche noi”, ha detto ai cronisti. “State molto attenti a fare dossier su famiglie e su mogli perchè li faremo anche noi. State attenti, non è un consiglio, è proprio una minaccia”.  Il leader del M5S sdrammatizza poi prendendosela con ironia con una delle signore che lavorano nell’albergo capitolino. “Signora -le dice- mi aveva garantito un servizio di vigilanza e cosa sta facendo? Sta smacchiando il giaguaro anzichè vigilare”. 

“GOVERNO LETTA NON C’E’, LETTA FA IL NIPOTE DI PROFESSIONE” – “Il governo non c’è. Letta per 20 anni ha fatto il nipote di suo zio. Come lo devo vedere io uno che di professione fa il nipote? Sono equivoci, paradossi della politica per portare avanti la solita gente”. Parole che hanno scatenato la risposta piccata del premier.