Sarà stato usato anche il manuale Cencelli per scegliere i sottosegretari del nuovo governo Letta, ma certamente non si sono spulciati gli archivi delle cronache recenti per evitare qualche improponibile. Insomma la freschezza del nuovo governo è stata solo una verniciata perché con le nomine che completano la squadra di governo spunta la partitocrazia e anche qualche inquisito.

Diventa vice ministro degli Esteri Bruno Archi, già diplomatico in servizio presso la presidenza del Consiglio che, il 5 ottobre 2012, aveva confermato come teste nel processo Ruby ai giudici di Milano che al pranzo istituzionale con l’allora presidente egiziano Hosni Mubarak del 2010 si parlò della giovane come parente del rais. Sottosegretario al Lavoro e Politiche Sociali va Jole Santelli, ex avvocato studio Cesare Previti, fino al 2006 si è occupata di amministrazione della giustizia e leggi ad personam per il Cavaliere: “Furono tutte leggi di interesse generale” e non interventi legislativi per salvarlo dalla furia delle toghe rosse.

Sottosegretario alle Politiche Agricole Forestali e Alimentari arriva Giuseppe Castiglione, coinvolto e poi prosciolto da un’accusa di associazione mafiosa e assolto da un’accusa di turbativa d’asta, e genero dell’ex senatore di Forza Italia Giuseppe Firrarello, condannato in via definitiva a due anni per corruzione e turbativa d’asta. Rocco Girlanda, sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, vicinissimo a Denis Verdini tanto che compare nelle intercettazione della Procura di Firenze che indagava sul caso del Credito Fiorentino. Vice ministro dei Trasporti il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, indagato nell’ambito di un procedimento relativo all’inchiesta avviata sul progetto urbanistico Crescent. 

Cosimo Ferri sarà sottosegretario della Giustizia, ex leader di Magistratura Indipendente, mai indagato, ma di lui Giancarlo Innocenzi (ex Agocom) diceva come Berlusconi “aveva trovato uan chiave interessante” per bloccare i talk show sui processi di Milano del Cavaliere. Vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico, già tra i saggi nominati da Napolitano, ha un processo in corso per abuso d’ufficio. Gianfranco Miccichè, vice ministro Pubblica amministrazione e Semplicazione, uomo vicinissimo a Berlusconi, considerato un vicerè della Sicilia. Carla Anna Ilaria Borletti dell’Acqua, coniugata Buitoni, ha donato 710.000 euro a Scelta Civica. Doveva entrare nel governo Monti come ministro, ma è entrata come sottosegretario in quello Letta.

C’è anche la senatrice Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo Economico, che solo qualche giorno fa ina una trasmissione aveva detto: “Berlusconi è l’uomo più perseguitato dalla giustizia. E non il più perseguitato della politica, dell’Italia o dell’Europa, ma dell’umanità”. Per l’onorevole Sabrina De Camillis, nessun guaio giudiziario indiretto ma soltanto indiretto con il marito il cavaliere Gaetano Venditti rinviato a giudizio nell’ambito dell’inchiesta relativa alla contabilità gonfiata dell’Istituto di musica del Molise insie a Michele Iorio.

Walter Ferrazza, sindaco di Bocenago (Trento) da consigliere insieme a tutta la giunta comunale è stato condannato dalla Corte dei Conti per debiti fuori bilancio e al pagamento di 10mila euro; in contestazione la realizzazione di opere affidate senza “in totale inosservanza delle basilari norme sull’affidamento di lavori pubblici, della previa individuazione dello specifico intervento e del relativo impegno di spesa, non risultando sussistenti i requisiti richiesti dalla legge per gli interventi di somma urgenza”. Cecilia Guerra era stata al centro di una polemica per aver dato parere negativo all’accantonamento di 150 milioni per strutture di accoglienza da utilizzare per i portatori di handicap rimasti soli o senza tutele

Ai sottosegretari parlamentari ”non sarà corrisposto lo stipendio aggiuntivo”. E chisà cosa avranno pensato quelli che nella scorsa legislatura avevano votato no alla rinuncia del vitalizio (25 novrembre 2010): Sesa Amici, Sabrina De Camillis, Lapo Pistelli, Gianluca Galletti, Paolo Fadda, Gioccahino Alfano, Alberto Giorgetti, Rocco Girlanda, Jole Santelli, Gabriele Toccafondi. Gli altri invece a quella votazione non hanno risposto sì perché erano assenti o in missione.

Il consiglio dei ministri ha deciso inoltre che “gli uffici di diretta collaborazione dei viceministri saranno ridotti e uniformati a quelli dei sottosegretari, con la conseguenza che non ci sarà alcun costo aggiuntivo collegato alla suddetta nomina”.

Presidenza del Consiglio

Giovanni Legnini (Editoria e Attuazione Programma) Sesa Amici (Rapporti con il Parlamento e coordinamento attività di Governo) Sabrina De Camillis (Rapporti con il Parlamento e coord. attività Governo) Walter Ferrazza (Affari Regionali e Autonomie) Micaela Biancofiore (Pari Opportunità) Gianfranco Miccichè (Pubblica Amministrazione e Semplificazione)

Interno

Filippo Bubbico (Viceministro) Domenico Manzione Giampiero Bocci

Affari Esteri

Lapo Pistelli (Viceministro) Bruno Archi (Viceministro) Marta Dassù (Viceministro) Mario Giro

Giustizia

Giuseppe Beretta Cosimo Ferri

Difesa

Roberta Pinotti Gioacchino Alfano

Economia e Finanze

Stefano Fassina (Viceministro) Luigi Casero (Viceministro) Pierpaolo Baretta Alberto Giorgetti

Sviluppo Economico

Carlo Calenda (Viceministro) Antonio Catricalà (Viceministro) Simona Vicari Claudio De Vincenti

Infrastrutture e Trasporti

Vincenzo De Luca (Viceministro) Erasmo De Angelis Rocco Girlanda

Politiche Agricole Forestali e Alimentari

Maurizio Martina Giuseppe Castiglione

Ambiente, Tutela del territorio e del mare

Marco Flavio Cirillo

Lavoro e Politiche Sociali

Cecilia Guerra (Viceministro) Jole Santelli Carlo Dell’Aringa

Istruzione, Università e Ricerca

Gabriele Toccafondi Marco Rossi Doria Gianluca Galletti

Beni, Attività culturali e turismo

Simonetta Giordani Ilaria Borletti Buitoni

Salute

Paolo Fadda

La mossa compiuta da Letta è avvenuta al termine di una estenuante giornata in cui si sono susseguiti colloqui e incontri avuti, assieme al ministro per i rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, con il reggente del Pdl, Denis Verdini, e i capigruppo di maggioranza di Camera e Senato. Gli interlocutori, specie Verdini, hanno premuto per allargare il numero dei sottosegretari, fissato a 40 (massimo 45). Ma da almeno questo orecchio Letta non ci ha voluto sentire.