L’assemblea dei “Grandi elettori” del Pd ha deciso, alla unanimità di candidare Romano Prodi.

Noi che abbiamo sostenuto e sosteniamo Stefano Rodotà, ne prendiamo atto con amarezza e con soddisfazione.  Con amarezza perché questa scelta, e cioè quella di indicare un nome non concordato con Berlusconi, poteva e doveva essere fatta prima della vergognosa giornata di ieri. Con soddisfazione perché senza la campagna per Rodotà ed il coraggioso voto di 240 parlamentari, lo schema già deciso non sarebbe saltato, e per l’ennesima volta il conflitto di interessi avrebbe avuto la meglio sull’interesse generale. Decideranno ora i parlamentari che hanno sin qui lealmente sostenuto il professor Rodotà cosa fare, ma forse sarà proprio lui a indicare la strada dell’unità e della integrale difesa della Costituzione, temi ai quali ha legato la sua vita civile e politica. Sia come sia i temi della sua agenda, diritti civili, inclusione sociale, lotta ai bavagli, alle censure, alle discriminazioni… dovranno diventare patrimonio condiviso e progetto di azione politica e civile.
Per questo sarebbe auspicabile che Prodi Presidente della Repubblica volesse conferire a Stefano Rodotà l’incarico di presidente del Consiglio.

P.S. Vogliamo ricordare che il nome di Romano Prodi era uscito sia nel sondaggio promosso da Articolo 21, sia in quello del movimento 5 stelle, a testimonianza di una stima comunque trasversale e capace di unire anime diverse, ma accomunate dall’amore per la Costituzione e per la legalità repubblicana. Noi di Articolo21, non possiamo dimenticare che fu Romano Prodi a porre fine agli effetti dell’editto bulgaro e alle espulsioni dalla Rai imposte e volute da Berlusconi.

Per altro proprio il Cavaliere, appena qualche giorno fa, aveva dichiarato : “SeProdi dovesse essere eletto al Quirinale, non ci resterà che scappare all’estero…” Ha già acquistato il biglietto?