La giustizia innanzitutto. Il cruccio o meglio la croce del Cavaliere – su cui ieri è intervenuto anche Giorgio Napolitano perché a leader Pdl sia garantita la partecipazione politica –  è il tema principale di una intervista che l’ex presidente del Consiglio rilascia al magazine Panorama. Ed è come sempre un attacco a tutto campo contro le toghe. “Voglio un‘operazione Craxi 2, ma io voglio giustizia” dice. “I ripetuti comportamenti processuali di una parte della magistratura, che è mossa da un pregiudizio politico, non sono più tollerabili. La magistratura si è trasformata da ordine dello Stato in un potere assoluto, onnipotente e irresponsabile” dice Silvio Berlusconi che definisce quella sulla riforma della giustizia una “battaglia sacrosanta”. 

Berlusconi: “Sulla giustizia sacrosanta battaglia che non si può perdere”. “I magistrati – afferma il leader del Pdl da venerdì ricoverato all’ospedale San Raffaele –  si sono costituiti in correnti con chiaro orientamento ideologico e politico. Non si può più consentire che nei confronti di un protagonista politico di centrodestra possano scendere in campo pm appartenenti alla stessa corrente di sinistra e che poi anche il collegio giudicante sia composto da due o addirittura tre giudici appartenenti alla sinistra. Con me ci si è sempre comportati così e le conseguenze si continuano a vedere” si lamenta il Cavaliere nell’intervista in edicola giovedì. La “lotta in Parlamento” su questi temi, prosegue Berlusconi nell’intervista, “sarà una battaglia combattuta per ottenere, naturalmente, le stesse garanzie per gli esponenti politici della sinistra. E’ una battaglia che non si può perdere, se non si vuole che l’Italia continui a essere un Paese in cui nessuno che si dedichi al servizio della politica possa vivere sereno. Questa sacrosanta battaglia, così indiscutibilmente giusta dopo ciò che è capitato a me in questi 20 anni, è una battaglia che vinceremo in nome della democrazia, in nome dello Stato di diritto, in nome della libertà”. 

“Ho un serio problemi agli occhi, ma non mi impedisce di vedere bene nel mio futuro”. “Ho un serio problema agli occhi (Berlusconi è stato ricoverato per una infiammazione agli occhi venerdì scorso, ndr). Il mio stato potrà anche suscitare l’ironia di qualche pubblico ministero, gli farà magari chiedere, e magari ottenere, una ridicola “visita fiscale”. Ma a me non impedisce di vedere bene nel mio futuro: io so che a Milano non ho mai avuto giustizia. Anche per vedere riconosciuta la mia innocenza nei tre attuali processi è probabile che dovrò attendere sino alla Cassazione ma non posso desistere. Ero talmente sicuro di poter essere presente in aula”, continua Berlusconi nell’intervista, “prima di essere costretto a curarmi al San Raffaele, da aver pensato al testo di una mia dichiarazione spontanea. Ai giudici avrei detto: ‘Il buon senso vorrebbe che io fossi altrove, a rappresentare gli interessi di 9 milioni di elettori. Invece sono qui, da cittadino offeso e indignato per una sentenza di primo grado che pò’ essere considerata solo una sentenza costruita espressamente contro di me perché capovolge la realtà, offende il buon senso e cancella il diritto’…”. 

“Non voglio credere che i miei giudici stiano correndo verso una condanna prestabilita”. “Ora, anche se i miei avvocati sono di contrario avviso, io non voglio credere che i miei giudici stiano correndo verso una condanna prestabilita. Nonostante tutto mi aspetto ancor giustizia, almeno da questa corte” prosegue il Cavaliere riferendosi al giudizio d’appello attualmente in corso a Milano sui diritti Mediaset in cui non gli è stato riconosciuto il legittimo impedimento. In quel procedimento, in primo grado, Berlusconi è stato condannato a 4 anni di reclusione più 5 di interdizione dai pubblici uffici. “Corre voce che nel palazzo di giustizia di Milano si parli espressamente e senza vergogna di una ‘operazione Craxi 2‘. Non sono riusciti a eliminarmi con il mezzo della democrazia, le elezioni, e ora tornano a provarci attraverso questo uso della giustizia a fini di lotta politica. Sanno che sono io il vero ostacolo sulla strada della sinistra”.  Berlusconi nell’intervista fa alcune riflessioni anche su Alessandra Galli, presidente del collegio. Con la sorella Carla, a sua volta giudice a Milano, Alessandra Galli è l’erede di Guido, il pubblico ministero milanese che fu una delle grandi vittime del terrorismo rosso: il 19 marzo 1980 un commando di Prima linea gli sparo’ tre colpi di fronte all’aula 309 della Statale di Milano, dove insegnava criminologia. Berlusconi dice: “Conosco la terribile tragedia che ha toccato la dottoressa Galli. Spero non voglia emettere una sentenza assolutamente infondata perché contraria alla realtà: una sentenza che può essere motivata soltanto da un pregiudizio politico che arrivi allo stravolgimento della realtà”. 

“De Gregorio aveva fatto sapere di essere in difficoltà”. Il leader del Pdl parla anche dell’inchiesta della Procura di Napoli in cui è indagato per la corruzione del senatore Sergio De Gregorio, passato dall’Idv al centro destra per 3 milioni di euro. “De Gregorio aveva preannunciato questo suo comportamento con più visite a nostri parlamentari. Aveva detto di essere in grave difficoltà, di avere assoluto bisogno di 10 milioni di euro, in parte per pagare dei debiti ed evitare la bancarotta e in parte per recarsi in un altro paese e ricostruirsi una nuova vita e per evitare il carcere alla moglie. Alle risposte necessariamente negative dei nostri rappresentanti, se ne era andato – rivela l’ex premier – sbattendo la porta e minacciando di raccontare ai pm, che insistevano in questa direzione, quelle menzogne che poi in effetti ha raccontato davvero per scampare alla prigione. Mi chiedo perché, pur sapendo già la risposta, i pm anziché chiedere il giudizio immediato non abbiano fatto le opportune investigazioni che avrebbero dimostrato fin da subito l’assurdità delle dichiarazioni di De Gregorio. Questo – aggiunge Berlusconi – è il solito metodo usato ‘ad personam Berlusconi’ da 20 anni a questa parte da certi pubblici ministeri, ed è semplice: il testimone viene intimidito al punto di minacciarlo della privazione della libertà; se è già in carcere gli si promette la liberazione se accusa Berlusconi di qualche comportamento delittuoso e questo metodo, compresa la carcerazione preventiva, stanno usando non solo con De Gregorio. Anche su questo ho chiesto – sottolinea Berlusconi – l’intervento del ministro. Questa malagiustizia va fermata”.