Un regalo, anche se preziosissimo. Il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri è stato interrogato in Procura nell’ambito dell’ inchiesta sulla spoliazione della storica biblioteca dei Girolamini, che lo vede indagato con l’accusa di concorso in peculato. Dell’Utri avrebbe ammesso di avere ricevuto in regalo tre libri dall’ex direttore della struttura, Marino Massimo De Caro – in carcere da circa un anno e sotto processo per la sottrazione di migliaia di volumi antichi – ma senza conoscerne la provenienza.

Dell’Utri ha già restituito due libri. Quanto all’esemplare dell’Utopia di Tommaso Moro, ancora mancante, Dell’Utri avrebbe detto di non essere riuscito a ritrovarlo, dal momento che ha dovuto in parte smantellare, per mancanza di fondi, la biblioteca che possedeva a Milano e nella quale presumibilmente l’opera si trovava. Il senatore era già stato convocato una prima volta dai pm nei mesi scorsi, ma in quella circostanza si era avvalso della facoltà di non rispondere. Il processo a De Caro, in corso con il rito abbreviato davanti al gup Egle Pilla, riprenderà il prossimo 28 febbraio, quando sarà sentito come teste uno dei consulenti della Procura a proposito della provenienza dei libri sequestrati all’imputato.

La spoliazione della storica Biblioteca dei Girolamini a Napoli aveva portato in carcere cinque “topi di biblioteca” arrestati dai carabinieri per la tutela del Patrimonio artistico proprio per il furto di antichi volumi e manoscritti custoditi nella biblioteca. In carcere era finito Massimo Marino De Caro, direttore della struttura fino al 19 aprile 2012 quando aveva annunciato la sua autosospensione dall’incarico dopo il sequestro della struttura. Nel registro degli indagati c’era finita anche Maria Grazia Cerone, collaboratrice del senatore Marcello Dell’Utri. Che avrebbe ricevuto alcuni dei numerosi volumi sottratti dalla Biblioteca dall’ex direttore De Caro.

Lo scorso 29 gennaio i carabinieri avevano effettuato una seconda tranche di arresti per la spoliazione della biblioteca. L’accusa è associazione a delinquere finalizzata al peculato, alla falsificazione ed alla ricettazione di migliaia di volumi antichi: nell’aprile 2012 fu accertato che dall’ente erano spariti 1500 volumi di pregio. La scomparsa dei libri fu messa in relazione con la discussa nomina dell’allora neo-direttore della biblioteca De Caro, già consigliere del Ministro per i Beni e le Attività culturali. Vennero subito avviati i contatti con l’Interpol tedesca, per bloccare i libri in procinto di essere venduti presso una casa d’aste di Monaco di Baviera. Gli investigatori hanno ricostruito nei dettagli i meccanismi attraverso i quali la Biblioteca veniva depredata e attraverso quali canali i libri finivano in importanti librerie antiquarie. Agli atti dell’inchiesta ci sono anche le dichiarazioni di noti antiquari che hanno iniziato a collaborare con gli investigatori.