Il confronto tv invocato a tre da Monti, rifiutato da Berlusconi e riproposto dal Cavaliere a due con il solo Bersani, sta infiammando gli ultimi giorni di campagna. Il rifiuto del leader del Pdl viene considerato “totalmente irrilevante” dal leader di Scelta Civica. Mentre il segretario del Pd propone la sfida con tutti i candidati alla premiership. E ad attizzare il fuoco delle polemiche interviene il portavoce ed ex sottosegretario Paolo Bonaiuti: “A Luigi Gubitosi, che si fa portavoce di Monti proponendo, attraverso Vespa, un confronto tv a tre, e si fa portavoce, in seconda istanza, di Bersani per un confronto non più a tre ma a sei, rispondiamo: perché non prende in considerazione anche la proposta avanzata invano dal presidente Berlusconi per un confronto faccia a faccia tra i due esponenti delle uniche coalizioni che hanno la possibilità di vincere queste elezioni, come avviene nelle democrazie occidentali più avanzate? Il presidente Berlusconi ha già dimostrato, come nessuno in questa campagna, di voler affrontare qualunque trasmissione e qualunque avversario, anche il più ostico, sempre raggiungendo risultati record di ascolto. E allora perché il direttore Gubitosi, in periodo di strettissima par condicio, lascia cadere soltanto la nostra proposta? Siamo noi ora che chiediamo a Gubitosi una risposta perché non vogliamo più sottostare a questi giochetti a nascondino”. 

”Finiamola con questo balletto. Io dico che se lo facciamo, lo facciamo tutti quanti” replica Pier Luigi Bersani da Gioia Tauro. “Non saprei cosa rispondere a Ingroia, Grillo o Giannino se mi chiedessero perché loro al confronto non ci sono. Sono disponibile a fare il confronto ma non così. Noi saremo sempre aperti a una discussione per l’Italia. Se gli altri hanno pregiudizi o preclusioni e mettono altro prima dell’Italia, sono problemi loro”. Per Massimo D’Alema il confronto tv “è un’opportunità da offrire a tutti: se i candidati sono sei, sia a sei, è l’unica cosa ragionevole”.

Intanto sull’ipotesi del confronto televisivo a tre (ormai in realtà del tutto tramontata) tra Berlusconi, Monti e Bersani è intervenuto anche Ingroia: “Sarebbe solo un balletto, un apparente confronto, una finzione tra politici che fino a poco fa erano insieme ed hanno condiviso le stesse scelte politiche. E’ normale quindi che vogliano sottrarsi da chi, come il sottoscritto, possa metterli in difficoltà. Il loro timore conferma ulteriormente la bontà delle mie idee e della mia azione politica” continua il leader di Rivoluzione civile. L’ex pm, inoltre, non si è sottratto dal lanciare una stoccata a Beppe Grillo il quale, rifiutando all’ultimo minuto di partecipare ad un intervista a Sky, avrebbe organizzato solamente una “sceneggiata, per sfruttare l’effetto annuncio. Grillo – ha aggiunto Ingroia – ha sempre rifiutato il confronto sia con gli altri politici che con i giornalisti, perché ci sono delle domande alle quali non saprebbe rispondere. Proprio per questo – ha concluso- mi piacerebbe avere un faccia a faccia con lui per chiedergli cosa ne pensa del fascismo, della confisca dei beni ai corrotti e della patrimoniale per i ‘super ricchi’ di cui forse ha più paura di tutti”.

Una sorta di sfida a distanza verrà proposta da Porta a Porta: martedì 19 febbraio il segretario del Pd Luigi Bersani: mercoledì 20 il presidente del Pdl Silvio Berlusconi e giovedì 21 l’attuale premier Mario Monti con la sua Lista civica. Intanto il Cavaliere per la prima volta annulla un appuntamento televisivo. Dopo l’invasione di tv e radio nelle ultime settimane non sarà domani sera a Otto e Mezzo su La7 per la prevista intervista con Lilli Gruber e il confronto con Marco Travaglio, vice direttore del Fatto QuotidianoBerlusconi sarà invece ospite domani sera dello speciale Bersaglio mobile del Tg La7 dedicato alle elezioni e condotto da Enrico Mentana. In interviste separate oltre al Cavaliere anche Bersani e Monti. Una scelta che ha scatenato la polemica dentro e fuori gli studi dell’emittente. A dare la notizia è una nota del programma: “Berlusconi ha disdetto oggi pomeriggio la prevista partecipazione alla puntata di domani, martedì 19 febbraio, dove si sarebbe confrontato con Lilli Gruber e Marco Travaglio”. Cui è seguita una secca quanto sarcastica replica dell’ufficio stampa di Palazzo Grazioli: “Ci dispiace, ma non è colpa nostra la impensabile mancata comunicazione tra la signora Gruber e il direttore della sua stessa testata giornalistica. Restiamo stupiti – prosegue il testo – dal comunicato per niente appropriato della signora Gruber”.