Rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio colposo. L’ex presidente dell’Enel (dal ’79 all’’87) Francesco Corbellini e altre 5 persone, tra cui alcuni ex responsabili della centrale termoelettrica di Turbigo (Milano), saranno processati per la morte di 8 lavoratori deceduti per mesotelioma pleurico per la presenza, secondo l’accusa, dell’amianto nello stabilimento, dove hanno lavorato tra gli anni ’70 e ’80.

Il giudice Meyer ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del pm di Milano, Maurizio Ascione, e ha fissato la prima udienza del processo per il 15 maggio prossimo davanti alla quinta sezione penale. Oltre a Corbellini, sono stati rinviati a giudizio, tra gli altri, Paolo Beduschi, che era a capo della centrale tra il 1973 e il 1980, e Aldo Velcich, Alberto Negroni, Paolo Chizzolini, altri tre ex responsabili della storica centrale di Turbigo (la cui prima attività risale alla fine degli anni ’20). Agli imputati viene contestata l’accusa di omicidio colposo con l’aggravante della violazione delle normative sulla sicurezza. Secondo l’accusa, ci sarebbe stata una correlazione tra le otto morti per mesotelioma pleurico (avvenute dal 2004 in poi) e la respirazione da parte degli operai delle polveri di amianto durante il lavoro nella centrale. Secondo il pm, gli ex funzionari dell’Enel e della centrale non avrebbero predisposto le necessarie misure di sicurezza per tutelare la salute dei lavoratori. Lo stesso magistrato ha aperto negli ultimi anni diversi procedimenti nei confronti di ex dirigenti di imprese, tra cui anche Pirelli (un “filone” è già a processo e per un altro deve iniziare l’udienza preliminare nei prossimi giorni), per omicidio colposo in relazione alla morte di lavoratori che sarebbero venuti in contatto con l’amianto.