Asili – materne? Rette alle stelle”. Lo striscione compare a Parma mentre sul palco Beppe Grillo parla a una piazza piena con migliaia di persone. È il Comitato per le famiglie che protesta contro gli aumenti delle rette dei servizi educativi per l’infanzia e la soppressione del Quoziente Parma effettuati dal sindaco Federico Pizzarotti, un aumento che lo stesso Grillo specifica “riguarda le famiglie con più alto reddito”. Sotto i Portici del Grano che nel  2011 raccolsero le proteste degli indignados parmigiani contro l’amministrazione di Pietro Vignali, questa volta a essere contestato è Pizzarotti, e insieme a lui Grillo.

Passeggini vuoti e genitori che “si sentono traditi dalle promesse non mantenute” richiamano l’attenzione dell’ex comico, che però continua il suo comizio, ma promette di incontrare le famiglie per ascoltare le loro istanze. Lo dice Giuliana Marcon, del comitato (di cui fanno parte anche l’ex assessore Pdl dell’amministrazione Vignali Paolo Zoni): “Vogliamo dirgli che siamo delusi da quello che sta facendo il suo sindaco”. Ma Grillo risponde dal palco e spiega che gli aumenti hanno riguardato “le famiglie con più alto reddito che sono circa il 20%, per mantenere le rette basse all’80% delle altre famiglie”. In sostanza il sindaco “ha aumentato le rette ai più ricchi per aiutare le famiglie più povere” perché “è il momento di fare così: cioè deve donare chi ha di più. Pizzarotti sta facendo dei miracoli, risparmia in tutti i modi, vende le auto blu, va in bicicletta, va nei quartieri, cosa deve fare di più un sindaco?”. E alla fine Grillo e Pizzarotti ascoltano chi protesta. “Vi capisco, anche io ho dei figli, dategli tempo” dice Grillo ai genitori e li invita a dare tempo alla nuova giunta mentre Pizzarotti di fianco a lui spiega che “non potevamo fare altro” a fronte della disastrosa situazione finanziaria ereditata dall’amministrazione precedente. Diversa l’opinione delle famiglie, che promettono: “Questo è solo l’inizio”.

Dopo Imola e Reggio Emilia è a Parma, la sua Stalingrado scelta per concludere lo Tsunami tour in Emilia Romagna, che il leader del Movimento 5 stelle viene contestato in pubblico, nella città ducale che dallo scorso maggio con la vittoria del sindaco Federico Pizzarotti è diventata il capoluogo di provincia record che ha portato i Cinque stelle alla guida del Comune.

Poche persone, quelle che protestano, rispetto alla piazza piena che segue parola per parola il discorso di Grillo. È la quarta volta dalla campagna elettorale per le amministrative, lo scorso aprile, che l’ex comico genovese incontra i cittadini di Parma. Le prime due per tirare la volata all’allora candidato Pizzarotti, l’ultima, a settembre, per la manifestazione contro l’inceneritore di Ugozzolo, promessa elettorale del sindaco che ormai sembra del tutto persa, visto che il forno partirà tra pochi mesi.

La piazza però è ancora tutta per il leader del Movimento e il suo pupillo: in centinaia sotto il Municipio, proprio quella piazza Garibaldi che ha scandito la vittoria di Pizzarotti, hanno ascoltato per quasi due ore il comizio, in cui da Parma l’attenzione si è spostata ai temi nazionali. “Sosterremo Dario Fo come prossimo presidente della Repubblica” aveva detto Grillo poche ore prima dal palco di Reggio Emilia, a conferma del legame tra lui, il drammaturgo e Gianroberto Casaleggio, che insieme da poco hanno pubblicato con Chiarelettere il libro “Il Grillo canta sempre al tramonto”.

Poi l’attenzione si è spostata agli avversari, da Berlusconi a Monti, da Bersani a Ingroia. “Berlusconi toglie l’Imu e intanto promette anche di regalare una batteria di pentole, ma credergli è come credere a Coccolino” attacca riferendosi alla promessa di restituire l’Imu, mentre sull’ex magistrato la posizione è più dura: “i giudici non dovrebbero mai entrare in politica, oppure ti dimetti e dopo tre anni puoi farlo”. Grillo se la prende anche con la giustizia, che si basa su migliaia di “leggi incomprensibili”, su un sistema che “non è ancora informatizzato”, che pesa sulle tasche dei cittadini e che “protegge i furfanti con la prescrizione”. “Voglio leggi chiare – grida – tutto quello che non capisco non lo pago”.

Di fronte a lui la folla applaude, e un’altra volta il leader del Movimento torna sulla questione delle coordinate ad AlQaeda: “Non capiscono quello che dico”, prima di rilanciare la stessa provocazione: “Ho solo detto che c’è una cittadina ridente, sotto Parma…” La polemica è contro i giornalisti: “Intervistano Pizzarotti e gli tagliano le risposte” tuona, riferendosi a Servizio Pubblico.

Poi le promesse del Movimento, dal reddito di cittadinanza alla lotta contro la casta, fino ai tagli dei rimborsi: “Pubblicheremo i nomi di chi ha votato lo scudo fiscale, non ruberemo più niente, l’ultima parola sarà dei cittadini”. L’esempio che Grillo porta su un palmo di mano per la corsa a Roma è quello di Parma, degli incontri di quartiere e dei tagli del sindaco e della giunta, della partecipazione dei cittadini. “Il vecchio sindaco lo hanno arrestato, qui vi rubavano tutto. La Procura sta indagando sulla gestione passata di Parma e dicono che la causa del buco è di Pizzarotti. Qui è finito il giochino degli appalti truccati”.

Sulla città ducale il fuoco passa da Iren ai partiti corrotti: Questa è una città ricca che è stata sbranata, ma non come Gargamaella che ha solo le gengive, qui hanno usato i denti”. E sugli ultimi arresti dell’inchiesta Public Money commenta: “Io sono contro gli arresti, preferisco i lavori socialmente utili. Abbiamo delle strade anche qua, magari gli facciamo fare qualcosa per mettere a posto la città”. L’ex comico tuona contro la multiutility, “società per azioni del Pd in perdita in Borsa e con un conflitto di interessi perché i Comuni sono proprietari e clienti” e arriva all’inceneritore: “Deciderà la Cassazione, ma il problema è che i Comuni dovranno assicurare nei prossimi anni il quantitativo di rifiuti richiesto. Se fate troppa differenziata aumenteranno le tariffe, se consumate meno acqua perché siete in crisi o siete parsimoniosi aumentano le tariffe, il giochino ore deve finire. Qui non si ruba più, è una rivoluzione”.