A domanda risponde

Antonio Ingroia da un lato, Mara Carfagna e Lara Comi dall’altro. No, tranquilli, non era un interrogatorio ma un talk show.

Giovani (De) Vecchi

La peggiore campagna elettorale degli ultimi tempi ha già il suo eroe: Luca Carlo Maria De Vecchi, ospite ieri sera di Otto e mezzo. Ventinove anni, bocconiano, avvocato, responsabile giovanile di Italia Futura, candidato alla Camera dei deputati nella lista Con Monti per l’Italia. Ha una verve da Tutankhamon, uno charme da calorifero spento e sembra il nonno di Mario Monti. Quando parla è impacciato e non riesce a nascondere una certa emozione per il debutto sul palcoscenico televisivo. Sull’efficacia catodica, dunque, bisogna lavorare molto. Mario Sechi dovrà fare gli straordinari con una full immersion notevole. Look e postura da ancien régime (fine Settecento, più o meno) e contenuti di stretta osservanza montiana, rappresenta in pieno l’idea dei giovani che ha l’Armata del premier: trentenni fuori, ottantenni dentro. Chissà cosa sa, il giovane De Vecchi, dei problemi suoi coetanei. Ma forse sarebbe giusto chiedergli, prima di tutto, se li frequenta.

Lodi, lodi, lodi!

Ormai è chiaro: il volto televisivo del Pdl per la campagna elettorale è Mara Carfagna. Ormai è ovunque, al limite dell’ubiquità. Pare che passerà anche da “I Fatti vostri” a salutare i vecchi amici del Comitato.

Siena mi fe’, disfecemi Mussari

Pier Luigi Bersani prende le distanze dal Monte dei Paschi: “Il partito fa il partito, la banca fa la banca. Nessun legame”. Domani negherà di essere stato comunista e cercherà di convincerci che a Siena ha governato sempre il Movimento sociale. Fassino, invece, ha chiamato il partito e ha chiesto: “Ma non avevamo una banca?”