Dovrà tornare in Procura, l’ex direttore del Tg1 Augusto Minzolini. Il pm titolare dell’indagine aperta a seguito alla denuncia della giornalista Tiziana Ferrario, convocherà il “direttorissimo” in qualità di indagato con l’accusa di abuso d’ufficio e mancata applicazione della sentenza di reintegro del tribunale del Lavoro. La data dell’interrogatorio è ancora da stabilire, ma il pm Colaiocco è convinto di chiudere quanto prima l’indagine, soprattutto dopo aver ricevuto l’ultima informativa della guardia di finanzia. Le fiamme gialle, infatti, hanno ricostruito l’intera vicenda e hanno sottolineato la continuità temporale tra le scelte della Ferrario all’interno dell’azienda Rai e i provvedimenti presi da Minzolini nei suoi confronti. Tiziana Ferrario infatti fu rimossa dal suo ruolo di conduttrice e inviata speciale per gli esteri perché non ‘fedele’ alla nuova linea editoriale dell’ex giornalista della Stampa.

Dopo il suo allontanamento, però la donna ha denunciato il suo direttore sia penalmente che civilmente. In questo caso, ci sono già state due ordinanze del giudice del Lavoro che hanno riconosciuto le ragioni politiche della rimozione della giornalista: “Si ravvisa una grave lesione della sua professionalità per motivi di discriminazione politica a seguito dell’opposizione della stessa giornalista alla linea editoriale del direttore Augusto Minzolini”, scriveva nella prima sentenza il giudice Marocco. Secondo il magistrato, “i provvedimenti che hanno riguardato la Ferrario sono stati adottati in contiguità temporale con la manifestazione, da parte della lavoratrice, del dissenso alla linea editoriale impressa al telegiornale dal nuovo direttore. Con l’adesione da parte sua alla protesta sollevata dal Cdr e diretta a far applicare nel tg i principi di completezza e pluralismo nell’informazione. E, infine, con la mancata sottoscrizione da parte della stessa del documento di censura al Cdr il 4 marzo scorso”. Questi provvedimenti “sono stati antitetici rispetto a quelli adottati nei confronti dei colleghi di redazione che non avevano posto in essere le suddette condotte”. In particolare, “in merito alla rimozione dell’incarico di conduzione del Tg1, dichiaratamente collegata dal direttore del telegiornale all’intento di ringiovanire i volti del tg, risulta in atti che identica decisione non ha coinvolto due giornalisti in sostanza coetanei della ricorrente (Petruni e Romita), i quali, di contro, avevano sottoscritto il documento 4 marzo 2010 di sostegno alla linea editoriale”.

Successivamente, c’è stata anche una seconda denuncia da parte della giornalista, questa volta presso il tribunale penale di Roma, per la mancata applicazione di quella sentenza. Minzolini è iscritto nel registro degli indagati anche epr questo secondo reato, tuttavia, secondo l’ultima informativa della Gdf, il reato non può essere applicato, per questioni giuridiche, a questo caso specifico. Differentemente confermano il reato di abuso d’ufficio, soprattutto perché i provvedimenti di Minzolini nei confronti della Ferrario riguardavano dei veri e propri ridimensionamenti di ruoli.