Il senatore Benedetto Adragna probabilmente non avrà creduto ai propri occhi. Pur sostenere il professor Mario Monti aveva lasciato il Pd, il partito che per due volte lo aveva eletto in Senato, con la certezza di andare a guidare la lista in sostegno del premier in Sicilia. E invece nella lista Con Monti per l’Italia, subito dietro a Pier Ferdinando Casini, la posizione numero due, utilissima per un seggio a Palazzo Madama, è toccata allo “sconosciuto” Rosario Sidoti: ad Adragna, infatti, è stata lasciata soltanto la terza piazza.

“Ma chi è Sidoti?”, si sono chiesti alcuni sostenitori del professor Monti dopo la consegna delle liste. Imprenditore edile di Montagnareale, comune peloritano di mille e cinquecento abitanti, Sidoti nel suo curriculum politico aveva fino ad oggi soltanto un’esperienza da consigliere provinciale a Messina. A spingerlo fino al Senato però ci ha pensato Pippo Naro, ex tesoriere nazionale dell’Udc,  già condannato in via definitiva a sei mesi per abuso d’ufficio e attualmente indagato per le tangenti Enav. Enrico Bondi, scelto da Monti per formare le liste, non avrà gradito i trascorsi giudiziari di Naro, e Casini ha quindi scelto di non ricandidarlo. L’ex tesoriere dell’Udc però ha ottenuto che il suo seggio sicuro a Palazzo Madama andasse al fidato Sidoti, che quindi ha scalzato personalità come lo stesso Adragna o come il rettore dell’Università di Catania Antonino Recca.

Sono tutte candidature dirette quelle invece scelte dal Cantiere Popolare. In Sicilia il partito di Saverio Romano ha deciso di presentare liste soltanto per il Senato. L’ex ministro, recentemente assolto in primo grado per concorso esterno a Cosa Nostra, ha trovato posto nella lista per la Camera del Pdl, mentre tra gli aspiranti senatori del suo partito c’è una vecchia conoscenza della politica italiana: Rudy Maira, ex sindaco di Caltanissetta indagato per associazione a delinquere finalizzata alla gestione di appalti pubblici, dopo la mancata elezione alle ultime elezioni regionali siciliane ha ottenuto la terza piazza nella lista del Cantiere Popolare. Lo segue una fedelissima di Romano, Marianna Caronia, candidata sindaco di Palermo alle ultime amministrative, a cui proprio durante la campagna elettorale arrestarono per mafia Vincenzo Ganci, candidato al consiglio comunale con la sua lista Amo Palermo.  Dietro la Caronia, sempre nel Cantiere Popolare, ecco Santo Catalano, ex deputato regionale “trombato” alle ultime elezioni, che a causa di un patteggiamento a un anno e undici mesi per abuso edilizio aveva rischiato di decadere da deputato già nel giugno del 2011. Dichiarato ineleggibile dal tribunale civile era stato salvato dal voto segreto dei colleghi onorevoli, che a pericolo scampato lo avevano anche festeggiato rumorosamente tra gli scranni di palazzo d’Orleans.

Aveva giurato di abbandonare la politica, invece, Raffaele Lombardo, ma a sorpresa si è ricandidato: nonostante un processo che lo vede imputato per concorso esterno a Cosa Nostra l’ex governatore della Sicilia guiderà la lista per il senato del suo partito, il Movimento per l’Autonomia. Dietro di lui il deputato regionale Giovanni Di Mauro, indagato di omissione di atti d’ufficio in un’inchiesta sull’inquinamento acustico. Un altro fedelissimo di Lombardo è invece candidato alla Camera, nella lista Grande Sud – Mpa per la Sicilia Occidentale: è l’ex deputato regionale autonomista Tony Rizzotto. Da governatore Lombardo avrebbe voluto nominarlo al vertice della società pubblica Italia lavoro Sicilia. Essendo un dipendente pubblico, Rizzotto  era però incompatibile per quel ruolo: e al suo posto venne nominata la sua ex fidanzata. Questa volta al Senato correrà in prima persona.