Qualche post fa ho già analizzato sommariamente cosa propongono in campo ambientale i vari partiti vecchi e nuovi dell’arco costituzionale. Il risultato, qualcuno lo ricorderà, fu molto deludente, a esser benevoli.

Volutamente non analizzai il programma del M5S, desiderando dedicargli un post a parte.

Come ben sappiamo nel M5S il programma è costruito dalla base degli associati. Due grosse novità, quindi: la prima, che vi sia un programma (quanti partiti hanno davvero un programma oggi? O non viaggiano piuttosto solo sulle sollecitazioni delle lobbies?); la seconda, che questo programma sia costruito dalla base e non calato dall’alto. Accertati questi due requisiti minimi di democrazia, vediamolo il programma.

Innanzitutto, quello che stupisce è che esso è diviso in sette grandi temi, e fra questi temi manca proprio l’ambiente. Pare davvero singolare che un movimento che abbia il fine di essere un’alternativa secca ai partiti che malgovernano il nostro paese da così tanti anni, non prenda in considerazione un tema importante come l’ambiente. Tanto più singolare se pensiamo che uno dei maitres a penser cui si rifaceva Beppe Grillo è quel Maurizio Pallante, che come me oggi scrive da queste pagine, e che della difesa dell’ambiente ha sempre fatto uno dei propri cavalli di battaglia.

Manca l’ambiente, ma non mancano temi ambientali. In primis, l’energia. Sicuramente positivo l’approccio relativo al risparmio (“la prima fonte di produzione energetica è il risparmio”, questo abbiamo sempre affermato). Meno che non vi sia una decisa presa di posizione contro l’idroelettrico che sta rovinando con i piccoli impianti gli ultimi corsi d’acqua ancora integri delle nostre montagne, e contro i grandi impianti solari ed eolici (tra l’altro questi ultimi spesso in odore di malavita organizzata). In secundis, i trasporti. Emerge qui la battaglia sacrosanta contro la TAV (oltre che contro il Ponte sullo Stretto), ma nulla si dice sulle grandi opere infrastrutturali che rischiano di massacrare ancor di più il Belpaese, e spesso comprese nella famigerata Legge Obiettivo: dalle altre TAV (Napoli – Bari), alle autostrade lombarde, dalla Mestre – Orte, alle Pedemontane, e via di questo passo. Basta, i temi ambientali del programma terminano qui.

Francamente, un po’ poco. Tanto solo per fare un esempio, manca l’enorme e attualissima tematica del consumo di territorio; manca la tematica del dissesto idrogeologico e dei ripristini ambientali; manca il tema del biologico in agricoltura; manca il tema della caccia; manca il tema dei diritti degli animali, inteso in senso lato ma con importanti ricadute sulla realtà (esempio, le sperimentazioni di laboratorio); manca la tematica della conservazione (parchi e riserve); manca addirittura la voce dei beni comuni. Mancano temi pur importanti anche se più specifici come il dilagare del golf, l’eliturismo, o la neve artificiale pagata dagli enti pubblici. Mancano le spese militari…

Insomma, dal punto di vista ambientale, il programma appare vecchio, non al passo con i tempi e con le esigenze e le istanze del movimento ambientalista. Ma che evidentemente non sono le esigenze degli associati al movimento 5 Stelle, che paiono molto più sensibili a temi come i diritti civili e la riforma della politica, che poi sono i temi più cari a Beppe Grillo. Temi sacrosanti, sicuro. Ma a monte ci sono l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, l’ambiente in cui viviamo. Dopo, ma solo dopo, viene tutto il resto.