Ricorsi, proteste e polemiche sotto traccia. Le parlamentarie di Sel in Campania si lasciano dietro una scia di veleni che preoccupa Nichi Vendola. Una scia coperta – per ora – dalla clausola di riservatezza che i candidati hanno dovuto sottoscrivere per partecipare alla competizione. Ma qualcosa sta filtrando. Un elenco di anomalie lungo e dettagliato. A otto ore dalla chiusura dei seggi, a Portici, San Giorgio e Cremano e Procida, nella provincia di Napoli, ancora non erano pronti i risultati finali dello scrutinio. Proprio i dati provenienti da questi comuni sarebbero stati decisivi per ribaltare alcune delle posizioni utili all’elezione, con il sorpasso al terzo posto di Aniello Iacomino ai danni di Tonino Scala.

In questi comuni si è registrato un anomalo ‘boom’ di affluenza: al primo turno delle primarie di novembre tra Portici e San Giorgio, popolose città del napoletano, in circa 1300 votarono Nichi Vendola, ma ben 2300 hanno poi partecipato alle parlamentarie del partito guidato dal Governatore della Puglia. E in un seggio di San Giorgio hanno ritrovato 187 schede fotocopiate, estranee al pacchetto di schede assegnate secondo un criterio che avrebbe dovuto mettere al riparo dal fenomeno delle truppe cammellate: il numero dei voti di Vendola al primo turno delle primarie più un’aliquota di poco più del 20%. In alcuni casi abbondantemente superata nel corso delle operazioni di voto. Solo che in certi seggi sarebbero arrivate schede fresche di rinforzo, e in altri no, tanto che a Castellammare di Stabia il seggio è stato chiuso con una mezz’ora di anticipo causa mancanza di schede. Le schede fotocopiate sono state annullate dal computo di San Giorgio. Ma solo quelle. E’ tutto nero su bianco in alcuni documenti e ricorsi preparati tra Napoli e Salerno, sui quali Sel dovrà pronunciarsi con urgenza: nella mattinata di oggi Vendola infatti riunisce la direzione nazionale per la composizione delle liste elettorali e nel pomeriggio dovrebbe presentare i capilista alla stampa.

C’è anche un corposo capitolo Salerno. Nella città di Campagna, 15mila abitanti, il seggio Sel misteriosamente non è stato allestito. Ad Olevano sul Tusciano invece non sono arrivate le schede. Nella sede della Federazione Provinciale di Salerno – secondo un esposto del circolo Sel di Eboli – a mezzogiorno avrebbero votato solo 10 persone in tre ore, e poi fino alle 20 avrebbero votato in 480 (uno al minuto). A Pagani, circa 30mila abitanti, il 25 novembre Vendola aveva ottenuto poco più di 200 voti. Quindi il circolo avrebbe dovuto ricevere circa 260 schede. Ne avrebbero inviate 500. E infine i voti espressi alle parlamentarie sarebbero stati 694.