A due giorni dalla nota di palazzo Chigi che tracciava un auto-elogio sull’efficacia dei provvedimenti adottati dall’esecutivo Monti, il governo diffonde il documento “Analisi di un anno“, in ci si dice che “l’azione è appena iniziata”. Primo capitolo: le tasse. “L’obiettivo è di ridurre di un punto e progressivamente la pressione fiscale, iniziando dalle aliquote più basse per dare respiro alle fasce più deboli”. Bisogna però completare la delega fiscale: la non approvazione “lascia una lacuna da colmare al più presto”.

Poi si parla di spending review: “Non bisogna fare passi indietro e soprattutto non bisogna cedere alle sirene delle lobby e di chi non vuole rinunciare ai propri privilegi”. Collegamento diretto con le liberalizzazioni: “Un settore in cui sui avverte la necessità di aprire alla concorrenza sono i servizi pubblici locali” gestiti in gran parte in modo diretto con un risultato di “un servizio spesso scadente che pagano i cittadini e le stesse amministrazioni. Prendendo atto dell’esito del referendum corre investire ancora, e molto, nel comparto delle risorse idriche e nei settori in cui ci sono maggiori spazi di apertura alla concorrenza: i trasporti pubblici e i rifiuti”. Dopo aver ricordato le misure adottate, il governo non nasconde il disappunto sul fatto che “per il settore della distribuzione dei carburanti la proposta del governo, che prevedeva la possibilità di aggregazioni dei gestori degli impianti di distribuzione, è stata cancellata durante la conversione in Parlamento”.

“Per rimuovere ogni vincolo all’apertura di nuovi impianti di distribuzione – viene spiegato – dovranno essere vietati tutti gli obblighi asimmetrici (ad esempio la dotazione di impianti fotovoltaici e di videosorveglianza) e le limitazioni alla localizzazione degli impianti completamente automatizzati”. Viene affrontato anche il capitolo banche e assicurazioni: “Anche qui sono i cittadini i primi a pagare le conseguenze della mancata attuazione delle riforme. Nel settore bancario bisogna pensare alla separazione tra BancoPosta e Poste Italiane per sottrarci alle preoccupazioni concorrenziali che riguardano l’abbinamento effettuato dagli intermediari finanziari delle polizze assicurative ai contratti di finanziamento”. “Nel settore assicurativo – prosegue poi l’analisi – il governo è a buon punto. Ma la disciplina delle clausole anticoncorrenziali nella responsabilità civile auto deve essere integrata e completata. Dobbiamo impedire che si instaurino rapporti di esclusiva tra compagnie e agenti e rimuovere gli ostacoli alla collaborazione tra gli intermediari che appartengono a differenti reti distributive.