Il mondo FQ

La lezione di Reggio Calabria: cosa conviene adesso a Vannacci e Meloni in vista delle elezioni

La premier ha già iniziato la campagna elettorale per le Politiche e rischia di trovarsi con il fiato corto se non si va ad elezioni anticipate. Il Generale ha tutto l'interesse a non allearsi
La lezione di Reggio Calabria: cosa conviene adesso a Vannacci e Meloni in vista delle elezioni
Icona dei commenti Commenti

di Carlo Sorgi

Le elezioni suppletive nel collegio di Reggio Calabria pur rappresentando un test molto ridotto in termini di elettori hanno fornito elementi di riflessione molteplici. Il candidato del centrodestra Fabio Roscioli, tesoriere di Forza Italia e vicino alla famiglia Berlusconi, ha vinto con il 51,02% dei voti. Frank Benedetto, unico candidato residente nel collegio ed espressione del campo largo che racchiude tutte le opposizioni da M5S a Italia Viva, ha raccolto il 36,59 per cento delle preferenze. Il candidato di Futuro Nazionale, Domenico Giannetta, prelevato da Forza Italia, di cui era capogruppo in Consiglio regionale ha chiuso al 10,94%, un dato superiore ai sondaggi di queste settimane a livello nazionale sul peso del partito dell’ex generale ma senza il “botto” atteso. L’affluenza finale nella due giorni di urne aperte ha coinvolto appena il 22,34% degli aventi diritto nei circa 70 comuni richiamati ai seggi per eleggere un proprio rappresentante a Montecitorio, un vero e proprio crollo rispetto al 49,40% di quattro anni fa.

Così la cronaca.

I commenti li riassume Avvenire: “L’esito del test calabrese lascia per ore senza parole i leader del campo largo” e fin qui nulla di nuovo, parlano soltanto di primarie “e consegna agli analisti uno scenario di non facile decrittazione. Se da un lato, alle truppe vannacciane non è riuscito il compito di fare da ‘guastatori’ del risultato del centrodestra, che ha vinto agevolmente, dall’altro il quasi 11% incassato è fatto di voti concreti e supera le proiezioni dei sondaggisti, che finora avevano accreditato il movimento di un teorico 10%. Ciò inquieta il centrodestra e la sua leader, che da qui alle Politiche del 2027 dovrà riflettere su come affrontare strategicamente la questione del sistema maggioritario”. Infatti: “Il sistema dei collegi uninominali, con un candidato per ogni coalizione, è il vero antidoto contro Vannacci che, anche superando il 10 per cento, non potrebbe sottrarli al centrodestra”, come fa notare Giulia Merlo su Domani.

Ma la riforma elettorale esclude proprio i collegi uninominali, consegnando il sistema ad una legge sostanzialmente proporzionale nella quale Vannacci ha tutto l’interesse, almeno allo stato, a presentarsi da solo e ad incassare con un dieci per cento, che per altro aumenta sempre, più o meno 40 seggi alla Camera e 20 al Senato, poco meno del Pd oggi in parlamento, quanto la Lega attuale e più di Forza Italia e M5S. Questo sul presupposto che non scatti il premio di maggioranza (se Vannacci non si accorda per il centro-destra è irrealizzabile) calcolando la soglia del 42% dei voti.

Come visto a Vannacci non conviene assolutamente allearsi oggi, chi lo consiglia gli dirà “NIET”. Ciò comporta in termini di convenienza elettorale per Meloni la caduta della riforma elettorale, che peraltro aveva ideato al solo scopo di non perdere le elezioni quando il Generale non era all’orizzonte. Per fare questo basta fare cadere alla Camera la riforma, l’ultima votazione è a scrutinio segreto quindi chi vota contro, che sia di FI, Lega o FdI, nessuno lo saprà mai (si fa per dire): conta il risultato. In questo modo Meloni, oltre a passare da vittima, ruolo che le piace sempre tanto, potrà avere una motivazione valida per chiedere elezioni anticipate che a quel punto il Presidente Mattarella non potrà non ammettere.

Sulla prospettiva delle elezioni anticipate occorre considerare che Meloni ha già iniziato la campagna elettorale e che rischia di trovarsi con il fiato corto, usando una metafora sportiva, partendo troppo presto pensando alla scadenza naturale. Inoltre considerando la tendenziale crescita di Vannacci prima si fanno le elezioni meglio è per Meloni.

Per il campo largo? Un dato positivo cioè niente primarie perché a quel punto non servono più, e uno negativo molto più pesante cioè non c’è ancora un programma, e questo Meloni lo sa bene.

Consideriamo complessivamente le prospettive di insicurezza per la nuova legge elettorale. Ieri è partita a Milano l’iniziativa per fare arrivare alla Corte Costituzionale i ricorsi contro i profili di incostituzionalità del testo prima delle elezioni. Questa prospettiva, assolutamente possibile, eliminerebbe certamente l’esigenza dell’indicazione preventiva del leader. In questo scenario per il cosiddetto campo largo non sarebbe meglio concentrare le proprie energie per ricercare un programma comune, assolutamente necessario ed urgente in termini di credibilità, rinviando ad un futuro comunque incerto il tema divisivo delle primarie?

Ultima lezione dalle elezioni a Reggio Calabria si potrebbe ricavare considerando la percentuale dei votanti, meno di un quarto del corpo elettorale. Mi chiedo se nel campo largo ci voglia un genio per capire che si coinvolge la gente parlando di programmi e di impegni per il loro futuro piuttosto che di lotte e faide interne incomprensibili a tutti, oltre che divisive.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione