Trombosi. Hillary Clinton, ex segretario di Stato Usa, è stata ricoverata d’urgenza al Presbiterian Hospital di New York per un coagulo di sangue dovuto alla commozione cerebrale che l’ex first lady si è procurata cadendo lo scorso 15 dicembre. “La Clinton – come ha spiegato il suo portavoce Philppe Reines – è stata immediatamente sottoposta a una terapia anticoagulante e verrà tenuta sotto osservazione per 48 ore. I medici stanno monitorando la situazione e decideranno se sarà necessario intervenire ulteriormente”.

Il segretario di Stato dell’amministrazione Obama non appare in pubblico dai primi di dicembre alimentando il giallo sulle sue reali condizioni. I suoi problemi di salute sono cominciati il 10 dicembre quando un virus gastrointestinale l’ha costretta ad annullare il suo viaggio in Marocco dove avrebbe dovuto partecipare, tra l’altro, alla riunione del gruppo dei “Paesi amici” della Siria tenutasi a Marrakesh. Il 15 dicembre, poi, il colpo di scena: una caduta in casa che, a causa di uno svenimento dovuto a disidratazione, le ha procurato una commozione cerebrale. Un trauma dal quale deriva il coagulo di sangue che ora preoccupa e per il quale è stata ricoverata d’urgenza.

L’entourage della famiglia Clinton ha continuato ad assicurare negli ultimi giorni come le condizioni di Hillary erano buone e in via di miglioramento. Infatti era in programma a breve il suo rientro, per affrontare gli ultimi impegni prima di lasciare il posto al suo successore, John Kerry, ex candidato alla presidenza degli Stati Uniti. Tra gli impegni attesi, la sua testimonianza in Congresso sul “caso Bengasi”, l’attacco al consolato Usa che è costato la vita a quattro americani tra cui l’ambasciatore Chris Stevens. Ma attorno al suo stato di salute si sono susseguite nelle ultime settimane le voci più disparate, compresa quella di un tumore al cervello rilanciata dal magazine scandalistico The National Enquire. Ipotesi, quest’ultima, seccamente smentita dal portavoce della Clinton.