Senatore Dell’Utri, il Pdl non la vuole candidare. Non le resta che Santo Domingo.
Non me lo dica. Anche perché una settimana fa mi hanno sequestrato sia il conto corrente che la villa. Ci posso abitare ma non la posso vendere.

Come mai?
Le autorità locali, su input della Procura di Palermo, sono andate oltre le richieste di informazioni che dovevano trasmettere – tipo da chi avevo acquistato l’immobile e a che prezzo. E dato che i pm hanno detto che la casa è il frutto di un’estorsione e mi hanno dipinto come un bandito internazionale, senza citare nemmeno la sentenza di Cassazione, le autorità dominicane già che c’erano hanno sequestrato tutto! Ho fatto richiesta di dissequestro, ma Ingroia avrà qualche amico lì: tra droga, antidroga e mafia i due Stati si fanno favori a vicenda.

Un bel guaio per lei: se non la mettono in lista salta il “piano B” nel caso la condannino.
Non possono non ricandidarmi perché io lì non sono più sicuro. Se uno non vuole andare in galera deve pur trovare un posto dove stare, ma qui non c’è posto al mondo dove posso andare ormai.

E allora come si spiega l’uscita di Berlusconi secondo cui lei è “purtroppo incandidabile”?
Ha colto la palla al balzo. Io gli avevo detto tempo fa che non volevo più stare in Parlamento. Lui poi non si è aggiornato e ha fatto un’osservazione demagogica, per stupire il pubblico, un colpo di teatro. Ma io mica sono preoccupato: sono andato a casa sua ieri sera (mercoledì, ndr) e lui: “Perché non me l’hai detto prima? Mi spiace, non c’è problema, ora la situazione cambia”. Ma io credo che se c’è uno che si deve candidare sono io, scusi la presunzione, o no? Sono il primo della lista, è il mio partito, sono io che decido. O no? Nel ’94 avevo in mano io il libro delle candidature e non mi sono presentato…

Poi nel ’95 l’arrestano per Publitalia e nel ’96 quindi corre per le elezioni. Ne avevamo già parlato.
Infatti. E lo ripeto: sono in politica per legittima difesa, e la situazione non è cambiata. La lotta continua.

Ieri ha detto: “Berlusconi non può non candidarmi”.
Non è esatto, non lo posso mica costringere. Però se mi vuole escludere l’unico modo è di rinnegare il mio passato, di rivedere tutta la mia storia e dire che ho avuto torto.

Un po’ difficile, visto che le vostre storie sono intrecciate.
Appunto.

Dunque è tranquillo?
Assolutamente. Io sono un candidato di diritto. O di dovere.

Come farà ora il Cavaliere a rimangiarsi ciò che ha detto?
Non deve: basta che alla fine mi metta in lista, mica deve fare un annuncio pubblico.

Alfano non sarà felice di questa svolta.
Parlerà di liste pulite, di quelle cose lì di cui ciancia lui. Ma ho già detto troppo sul segretario: Plutarco sosteneva che quando due si insultano poi non si capisce più chi ha torto.

Ha detto: “Alfano è senza palle”…
È ovvio che non le ha: è il nulla del nulla. E non ha fatto nulla. Da quando guida il partito tutto è fermo, non ci sono nuovi coordinatori né dirigenti. Lo sostengono tutti, solo che io l’ho detto ufficialmente. E Alfano, invece di ribattere sul piano politico, la mette sul personale. Io sarei un “fuori di testa”, un “povero disgraziato”, e così evita di rispondere nel merito dei problemi che ha causato, come la Sicilia che è un disastro, inguardabile. Poi l’altra cosa che non ha fatto è intervenire sul libro di Ingroia, Io so, pasolinianamente, visto che non sa niente: il libro dice che Forza Italia è nata per input della mafia e tu, da segretario di quel partito, te ne stai zitto? Inaccettabile.

Nemmeno Berlusconi ne ha parlato, però.
In effetti avrebbe dovuto intervenire. E sa cos’avrebbe detto? Che è inaudito, un’offesa. Comunque ora querelo Ingroia. E mi aspetto che lo faccia immediatamente anche il partito, altrimenti sarebbe come ammettere che ciò che c’è scritto nel libro è vero.

Ma B., che lei sappia, vuole davvero correre per la presidenza?
Non lo so, non si capisce. Il problema è che non lo sa neanche lui. Ma sul fatto che io mi candidi non c’è neanche un dubbio.