Non si parli di politica, Monti o nomi per il futuro. Se le annunciate dimissioni del primo ministro fanno gola a tanti, chi le guarda con maggiore interesse è Luca Cordero di Montezemolo con il suo movimento “Italia Futura”. Ma durante la tappa di Reggio Emilia non ha intenzione di fare conferenze stampa o dichiarazioni politiche. E parla di Ferrari: “Ci stiamo preparando ad una stagione importante, abbiamo perso il mondiale. Insieme alla mia famiglia la cosa più importante per me è la Ferrari”. Arrivato con qualche minuto di ritardo proprio per essersi fermato a Maranello, il presidente una volta interpellato sulle questioni di politica interna si innervosisce.

“Certo che mi interessa la politica: sono tre anni che come Italia Futura lavoriamo per sensibilizzare la società civile, credo che oggi si debba fare di tutto per evitare che dopo il ‘94 si abbia lo stesso schema. Se uno venisse da Marte oggi, come tanti politici italiani che spesso parlano come se non avessero avuto importanti ruoli nella seconda repubblica, e vedesse oggi Berlusconi contrapposto a Bersani come nel ‘94 era contrapposto ad Occhetto, che cosa direbbe? Dal ’94 ad oggi ci sono stati tanti anni di fallimenti, il mondo è cambiato e quindi credo che sia fondamentale che la società civile non stia più in tribuna”. Uno scatto di orgoglio e di responsabilità civile che si contrappone ai tanti anni da protagonista come membro della stessa classe dirigente italiana. Ma interrogato sulla questione, Montezemolo non ammette contraddizioni: “Se volete una conferenza stampa, non ho intenzione di rilasciarla. Sono stato classe dirigente e sono giudicato per i risultati che ho ottenuto, a differenza della politica”.

Dopo l’iniziativa di lancio del 17 novembre scorso a Roma, Montezemolo si presenta all’Emilia Romagna con alcuni ospiti d’eccezione: Carlo Calenda, coordinatore politico di Italia Futura, Stefania Giannini, rettore dell’Università per stranieri di Perugia, e Andrea Oliviero, presidente nazionale Acli. Il leader arriva a Reggio Emilia in un Teatro Valli, il gioiello culturale della città, pieno di imprenditori, dirigenti e curiosi. Ma soprattutto tanti esponenti del Partito Democratico, volti noti della campagna elettorale per Matteo Renzi. Montezemolo lo sa e spende parole di elogio per il primo cittadino di Firenze: “Bene quello che è successo alle primarie del Pd e guai se non rispondiamo con entusiasmo a questa ondata di partecipazione”. A stupire è l’arrivo di Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e tra i nomi prediletti dallo stesso Renzi: “Sono qui per correttezza istituzionale. Non entrerò nella sala, ma semplicemente accoglierò un ospite illustre nella mia città. Ci sono è vero altri miei collaboratori all’interno, ma questa non è la mia area politica”. Ad entrare in sala sono invece personaggi di spicco della politica regionale. “Sono stato invitato e vengo qui per curiosità”, dice Matteo Richetti, presidente del Consiglio Regionale, “non vuol dire nulla la mia presenza qui. È cominciata la campagna elettorale e spero che il confronto programmatico possa avere diversi punti in comune tra le persone che pensano al futuro. I renziani sono al lavoro per sostenere il centro sinistra, siamo qui solo per ascoltare”. Parole moderate a cui fanno eco quelle di Beppe Pagani, consigliere regionale Pd, coordinatore del comitato reggiano per Matteo Renzi.

Ma gli esponenti del Partito democratico in sala, sono molti più del previsto. A imbarazzare maggiormente è Simone Montermini, sindaco Pd di Castelnovo Sotto in provincia di Reggio Emilia e tra le buone speranze attive del partito locale. In corso di mandato è diventato coordinatore di Italia Futura Reggio Emilia e convinto sostiene il nuovo progetto firmato Montezemolo, malgrado le richieste di dimissioni. Un passaggio di campo che giustifica con poche parole: “è il momento per continuare ad essere attivi in politica, il paese ne ha bisogno”.

Montezemolo nel suo discorso non risparmia parole dure sul passato, prendendo il ruolo di avvocato di Mario Monti, contro le favole che lo vorrebbero responsabile della situazione di crisi del paese e della mancata crescita: “Non vogliamo più vedere il nostro paese umiliato e commissariato, mai più daremo una cambiale in bianco a coalizioni confuse che si metteranno a litigare sul futuro non appena avuto il potere. Gli ultimi vent’anni di mala gestione del paese non ci appartengono, l’Italia merita di più”. E quel di più, dice ancora una volta Montezemolo dal palco di Reggio Emilia, è Monti ad averlo dato all’Italia, “con la speranza e la fiducia che accetti la nostra proposta di Italia Futura”.