In un post precedente, vi ho raccontato qualcosa dei meccanismi per i quali si prendono molto spesso decisioni sbagliate. Oggi, volevo ritornare su questo argomento entrando un po’ più nei dettagli.

E’ una storia che ha inizio con l’ingresso dei computer digitali nella ricerca scientifica e che ha cambiato profondamente tante cose. Avrete certamente sentito parlare di caos, frattali, sistemi auto-organizzati e cose del genere. Sono tutte cose che vengono da studi fatti al computer – non sarebbe mai stato possibile scoprirle usando carta e penna.

I primi tentativi in questo campo risalgono agli anni ’60, quando un giovane ingegnere del MIT (Massachussetts Institute of  Technology) di Boston, Jay Wright Forrester, aveva cominciato a lavorare su un’idea che si sarebbe rivelata molto feconda: utilizzare i computer come un ausilio all’intuizione e alla creatività umana. La nostra mente, si sa, ha difficoltà a gestirsi un gran numero di parametri che cambiano tutti insieme, ma questo non è un problema per il computer. A quell’epoca, questa idea era ancora in embrione, ma Forrester era un genio polivalente che era in grado non solo di inventare nuovi usi per i computer, ma anche di costruirsi computer potentissimi per l’epoca. Si deve a Forrester lo sviluppo di quel metodo di calcolo e di simulazione che si chiama “Dinamica dei Sistemi”.

La dinamica dei sistemi è stata la base dello studio pubblicato nel 1972 noto in Italia come “I Limiti dello Sviluppo”. Eh, sì, proprio quello studio, tanto vituperato e maltrattato e che, invece, a 40 anni di distanza, si sta rivelando profetico. Il metodo di calcolo a parametri multipli di Forrester si prestava particolarmente bene a descrivere il “sistema-mondo” in tutta la sua complessità. Ma, il metodo si prestava anche a tante altre cose. Se, come abbiamo detto, era un modo per aiutare l’umana intuizione, lo si poteva utilizzare, e lo si è utilizzato, per studi sociali, economici, politici, organizzativi e tanti altri.

Così, la dinamica dei sistemi è stata usata anche per esaminare come gli esseri umani prendono le loro decisioni e come mai prendono così spesso delle decisioni sbagliate. Anche su questo argomento, Forrester è stato un pioniere. Nei suoi studi ha trovato che gli esseri umani sono perfettamente in grado di capire quali sono i punti cruciali di un sistema, quelli che Forrester chiama “punti leva”. Ma tendono ad agire su questi punti in modo tale da peggiorare le cose rispetto a quelli che sono i loro obbiettivi. Come vi accennavo nel post precedente Forrester ha applicato il suo metodo al sistema economico accorgendosi che la crescita economica non è la soluzione, ma è il problema! In effetti Forrester è stato probabilmente il primo “decrescista” della storia moderna.

L’intuizione di Forrester sui “punti leva” è molto potente ed è anche estremamente utile per aiutarci a prendere le decisioni giuste. Su questo argomento, potete leggere un testo scritto da Donella Meadows, allieva di Forrester e anche uno degli autori dei “Limiti dello Sviluppo” del 1972, che è stato tradotto in italiano per la prima volta proprio in questi giorni. E’ un testo che richiede una certa attenzione, ma se potete dedicarci un’oretta vi accorgerete che ne vale la pena. E’ ricchissimo di idee, di suggerimenti, di intuizioni utili per la vita di tutti i giorni, come pure per le grandi decisioni che ogni tanto dobbiamo prendere nella vita. Se cominciate a esaminare il mondo con la “lente” dei punti leva, vi potreste accorgere che tanto del vostro sforzo e della vostra fatica quotidiana consiste soltanto nello spingere le leve della vostra vita nella direzione sbagliata.