Nel giorno in cui riprendono le votazioni al Senato sul ddl diffamazione, Alessandro Sallusti scrive su Twitter: ”Ricevuto ordine di arresto domiciliare”. Il direttore de Il Giornale è stato condannato dalla Cassazione a 14 mesi di carcere e oggi scadevano i 30 giorni di sospensione della pena. Sallusti, spiegato in una nota la procura di Milano, ha ottenuto la sospensione della carcerazione “ricorrendo le condizioni per l’esecuzione della pena detentiva presso il domicilio” in base al cosiddetto decreto ‘svuota carceri’ e ha chiesto di scontare gli eventuali domiciliari nella casa milanese di Daniela Santanché

“Il magistrato di sorveglianza – ha spiegato il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati – deciderà nei prossimi giorni se accogliere o respingere la nostra richiesta” oltre a stabilire se il cronista potrà continuare a svolgere il suo lavoro. Secondo la legge la sorveglianza ha 5 giorni di tempo per decidere, ma non è un termine perentorio e quindi potrebbe essere necessario più tempo per la parole definitiva sulla sorte del direttore che al momento è libero. L’istanza della procura si fonda sul fatto che la pena definitiva in questo caso è inferiore a 18 mesi, non c’è pericolosità sociale e il domicilio è idoneo.

Nei giorni scorsi è stato rinviato lo sciopero generale dei giornalisti, previsto per oggi, contro il provvedimento sulla diffamazione in discussione al Senato. La Fnsi aveva parlato di ‘sciopero inevitabile’, dopo il via libera alla norma “salva-direttori”, messa a punto dal relatore Filippo Berselli, che prevede, per lo stesso reato della diffamazione, il carcere per i giornalisti e la multa per i direttori.