Sei anni di reclusione. E’ questa la richiesta avanzata dalla procura di Bari per l’ex vicepresidente della regione Puglia, Sandro Frisullo (Pd) processato con rito abbreviato davanti al gup di Bari, Alessandra Piliego. I reati che i pm Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia gli contestano sono associazione per delinquere, corruzione, abuso di ufficio, turbativa d’asta e millantato credito. Secondo le indagini, basate soprattutto sulle intercettazioni e sulle dichiarazioni rese durante alcuni interrogatori da Gianpaolo Tarantini, Frisullo avrebbe ricevuto escort e denaro in cambio di vantaggi per le sue società nell’aggiudicazione di appalti presso la Asl di Lecce nel periodo 2007-2009. Nel fascicolo si contestano tre episodi in particolare: la gara per la fornitura di due tavoli operatori destinati al reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce vinta dalla Global Sistem Hospital di Gianpaolo Tarantini per 248.858 euro; la fornitura di strumentario chirurgico per il reparto di Chirurgia e Urologia del Fazzi alla società di Tarantini per 441.920 euro; il servizio triennale di stoccaggio e gestione dinamica dei documenti cartacei e cartelle cliniche per un importo di oltre 4 milioni di euro alla società Prodeo indicata da Tarantini (questa imputazione fa parte degli atti stralciati e inviati a Lecce). Nell’ambito di questa inchiesta Frisullo venne condotto in carcere, il 18 marzo 2010 e l’8 aprile successivo, su disposizione del tribunale del riesame, gli furono concessi gli arresti domiciliari fino al 17 luglio 2010, da quando è libero.

Secondo l’accusa Tarantini e Frisullo erano a capo di un sistema basato “su di un accordo di tipo corruttivo costituito per un verso dalla corresponsione di danaro e utilità varie del primo al secondo (in particolare 12mila euro al mese da gennaio 2008 fino a novembre 2008, 50mila euro, costosi capi d’abbigliamento, buoni benzina, regali di vario genere, prestazioni di natura sessuale pagate da Tarantini delle prostitute Maria Teresa De Nicolò, Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone, la disponibilità di un’autovettura ed un autista nonché quella di servizio di pulizia settimanale nell’abitazione di via Giulio Petroni) e per l’altro dalla garanzia della buona riuscita degli affari illeciti delle società di Tarantini grazie al rapporto di tipo fiduciario di Frisullo con i dirigenti degli uffici della Asl di Lecce”. Secondo l’accusa l’imprenditore barese l’ex vicepresidente della giunta regionale pugliese curavano “direttamente o indirettamente tramite Claudio Tarantini i rapporti con Vincenzo Valente (direttore amministrativo della Asl di Lecce, coimputato) e con altri dirigenti e medici della Asl”.

Oltre a Frisullo e Tarantini, l’imprenditore barese che procurava ragazze per le “cene eleganti” di Silvio Berlusconi e che ha chiesto di essere processato con rito abbreviato, è imputato anche l’allora primario di Neurochirurgia del Vito Fazzi di Lecce, Antonio Montinaro, che, secondo l’accusa, avrebbe facilitato l’aggiudicazione, da parte dell’azienda di Tarantini, di appalti per la fornitura di strumentario chirurgici all’ospedale Fazzi. Per Gianpaolo Tarantini i pm hanno chiesto 4 anni di reclusione, mentre per il primario di Neurochirurgia due anni e 8 mesi. Tarantini risponde di associazione per delinquere, corruzione e turbativa d’asta. Montinaro di corruzione e turbativa d’asta. Nessuna richiesta di riti alternativi è stata avanzata dagli altri due imputati, Claudio Tarantini, fratello di Gianpaolo, e Vincenzo Valente, ex direttore amministrativo dell’Asl di Lecce. Per loro l’accusa ha chiesto il rinvio a giudizio.  L’udienza preliminare e le discussioni per gli abbreviati proseguiranno il 26 novembre